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Organizzazioni civiche e sociali

Rome, RM 32.772 follower

Da 45 anni ci ribelliamo a quello che non va. Unisciti a noi!

Chi siamo

Siamo un’associazione senza fini di lucro, fatta di cittadini e cittadine che hanno a cuore la tutela dell’ambiente in tutte le sue forme, la qualità della vita, una società più equa, giusta e solidale. Un grande movimento apartitico fatto di persone che, attraverso il volontariato e la partecipazione diretta, si fanno promotori del cambiamento per un futuro migliore. Abbiamo fondato la nostra missione sull’am­bientalismo scientifico, raccogliendo dal bas­so migliaia di dati sul nostro ecosistema, che sono alla base di ogni denuncia e proposta. Da 45 anni ci battiamo per un mondo migliore, combattendo contro l’inquinamento, l’illegalità e l’ingiustizia per la bellezza, la tutela, una migliore qualità della vita.

Sito Web
https://www.legambiente.it/
Settore
Organizzazioni civiche e sociali
Dimensioni dell’azienda
51-200 dipendenti
Sede principale
Rome, RM
Tipo
Non profit
Data di fondazione
1980
Settori di competenza
Environment, Sustainable Development, Animal Welfare, circular economy e volunteering

Località

Dipendenti presso Legambiente

Aggiornamenti

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    Torna anche quest’anno, nel weekend dal 19 al 21 settembre 2025, Puliamo il Mondo, quella che è più di un’azione di #pulizia, ma un atto d’amore per prendersi cura dei nostri territori, trasformando luoghi degradati in spazi di bellezza, incontro e partecipazione. Attraverso un gesto semplice ma concreto, come quello di raccogliere #rifiuti, Puliamo il Mondo fa tornare a splendere aree abbandonate ed è l’occasione, per ciascuno di noi, di essere protagonista del cambiamento, insieme a scuole, amministrazioni locali e associazioni. Una buona causa da abbracciare insieme, perché è solo così che possiamo costruire territori più giusti, sani e vivibili. Scopri gli appuntamenti più vicini a te su https://puliamoilmondo.it/ PS. Se non trovi un evento nella tua città, organizzane uno!

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    Lo abbiamo denunciato per l’ennesima volta durante il viaggio delle nostre campagne Goletta Verde e Goletta dei Laghi: nel nostro Paese, una parte del carico inquinante prodotto da scarichi fognari e reflui urbani non viene trattato in modo sicuro. Nel 2025 questo è intollerabile. Il dato sembra piccolo: solo il 4,4%. Ma tradotto in numeri reali, significa che quasi 3,5 milioni di abitanti equivalenti sono fuori da sistemi di #depurazione adeguati. E non è finita qui. Oltre 26,8 milioni di abitanti equivalenti – più di 1/3 del carico inquinante totale – finiscono in impianti non conformi alle direttive europee. Sono 855 gli agglomerati italiani in procedura d’infrazione. Ma come sempre oltre il danno c’è la beffa. Il ritardo strutturale ci costa infatti molto caro. L’Italia ha già pagato oltre 210 milioni di euro per la prima multa ricevuta dall’UE. E a marzo 2025 è arrivata la seconda sentenza: 10 milioni di euro da versare subito e 13,7 milioni ogni 6 mesi finché gli impianti non saranno messi a norma. Nel frattempo, l’Europa ha aggiornato la sua Direttiva sulle acque reflue: sarà obbligatorio adeguare gli impianti, con costi stimati tra 645 milioni e 1,5 miliardi di euro solo per quelli più grandi. La questione è urgente. E non si risolve da sola. Servono investimenti vincolati, pianificazione seria e impegno concreto da parte delle istituzioni. Perché il trattamento delle acque reflue non è un dettaglio tecnico, ma una questione di ambiente, salute pubblica e giustizia verso le future generazioni. L’acqua è un bene comune. Proteggerla è una responsabilità collettiva. #Noncifermeremomai 

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    Sapevi che esiste un business tanto crudele quanto silenzioso che prende nel mirino #animali indifesi e #specieselvatiche che sta crescendo in modo preoccupante? Si tratta del traffico illegale di specie selvatiche. I numeri del nostro #RapportoEcomafia parlano chiaro: 7.222 reati nel 2024, quasi venti al giorno. Alcuni animali, come #uccelli, #rettili e #primati, vengono catturati per essere venduti vivi e detenuti per vari scopi. Altri invece vengono uccisi perché valgono di più da morti: trasformati in cibo, oggetti decorativi, gioielli o ingredienti per la medicina tradizionale. Tutto questo è inaccettabile. Ecco, servono pene adeguate a prevenire e fermare i tanti gruppi #criminali che fanno affari d’oro sulla pelle degli animali in lungo e in largo nel nostro Paese. Unisciti a noi in questa lotta e diventa la loro voce. Firma la nostra petizione per dire Basta atrocità sugli animali! Vai su https://lnkd.in/dssViw5T

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    D’estate siamo abituati a guardare alla #fasciacostiera come a un luogo di svago e divertimento, terra di bagni, tuffi e gite in barca che si anima per qualche mese all’anno e poi torna a spopolarsi. In realtà, si tratta di un territorio ben più articolato e complesso che ospita al suo interno i settori più disparati e spesso in conflitto fra di loro: il #turismo balneare convive con la pesca e l’acquacoltura, le attività estrattive e la produzione di energia da #fontirinnovabili, i traffici di merci e di umani, gli insediamenti industriali costieri e così via. E tutto viaggia su un unico grande contenitore che ospita al suo interno pesci, mammiferi, piante e microrganismi, legittimi abitanti del #mare, disturbati da rumori, rifiuti, sostanze tossiche e temperature eccessive. Avere a che fare con il mare significa dunque ragionare con un contesto fatto di delicati equilibri dove si sviluppa la cosiddetta #BlueEconomy, un comparto di settori fortemente interconnessi fra loro dove il mare è l’elemento di condivisione che in Italia fattura ogni anno ben 47 miliardi di euro. Un pezzo di economia fondamentale per conseguire gli obiettivi climatici al 2030 e del #GreenDeal europeo, che è fondamentale abbia un approccio sostenibile conciliando promozione del #settoremarittimo, nuova occupazione, conservazione e tutela di habitat e biodiversità. Leggi il nostro approfondimento 👇 https://lnkd.in/dD8VX62A

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    #Spiagge libere? Sì, ma di Serie B. Ecco perché. In Italia, oltre l’8% delle #costesabbiose è interdetto alla balneazione per #inquinamento. Un dato in crescita rispetto al 2023, che solleva dubbi sulla gestione delle nostre coste. Parliamo di oltre 292 km di costa bassa: più di 225 km non sono soggetti a controlli perché si trovano nei pressi di scarichi, foci di fiumi o torrenti, mentre oltre 66 km risultano vietati alla balneazione per superamento dei limiti di legge, come mostrato dai dati del Portale Acque del Ministero della Salute. In molti casi, anche davanti agli #stabilimentibalneari, l’acqua è contaminata da #EscherichiaColi e/o #Enterococchi, a causa dell’assenza o del malfunzionamento dei #depuratori. Le situazioni più critiche si registrano in Sicilia, Calabria e Campania, che insieme contano 61,7 km di tratti vietati. Nel nord-est, invece, esistono intere aree inaccessibili da terra, come parte del Delta del Po e le lagune di Venezia e Marano, per un totale di circa 77 km. Il problema non è solo quantitativo, ma anche qualitativo. In molti Comuni, le poche spiagge libere si trovano vicino a scarichi o foci, dove il #mare è inquinato e la #balneazione è vietata. Sono luoghi dove si può prendere il sole, ma non di certo fare il bagno, e dove spesso mancano controlli e monitoraggi. Il rischio è che le #spiaggelibere vengano relegate a zone di Serie B. Eppure, tutti dovrebbero poter accedere a un mare pulito, sicuro e davvero pubblico.

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    Piogge intense, ondate di calore, lunghi periodi di siccità, incendi: gli #eventiestremi sono sempre più frequenti, e non basta più subirli…bisogna adattarsi. Ciò significa ripensare il nostro modo di vivere a partire dalle #città, renderle capaci di proteggere chi le abita, soprattutto chi è più esposto e vulnerabile. Un fenomeno che stiamo osservando anche con la nostra campagna itinerante #CheCaldoCheFa che fa focus sul tema della #coolingpoverty per denunciare le forti diseguaglianze termiche che esistono tra quartieri con diverse caratteristiche economiche e infrastrutturali. Adattarsi, dunque, significa trasformare gli #spaziurbani come li conosciamo oggi, facendo scelte strutturali e coraggiose come ridurre il cemento, aumentare le superfici permeabili e le zone verdi, creare zone d’ombra accessibili a tutte e tutti. La buona notizia? In tante parti del mondo questo #cambiamento è già in atto! Scopri tutte le buone pratiche urbane contro il caldo sul nostro sito cittaclima.it

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    Tra giugno e luglio, con Goletta Verde e Goletta dei Laghi, abbiamo monitorato lo stato di salute delle acque italiane. In due mesi, oltre 200 volontarie e volontari hanno effettuato 388 campionamenti tra mari e laghi in 19 regioni. Il risultato è chiaro: un campione su tre è risultato oltre i limiti di legge. Dietro questi numeri c’è una realtà che conosciamo bene, ma che non possiamo accettare: la #maladepurazione è ancora un’emergenza diffusa, aggravata da scarichi illegali e controlli insufficienti. Le situazioni più critiche si concentrano alle foci di fiumi, canali e torrenti, dove oltre la metà delle analisi ha rilevato inquinamento o forte inquinamento. Ma il problema non si ferma lì: anche in mare aperto e nei laghi lontani dagli scarichi, abbiamo trovato valori fuori norma. Nel mare, lungo gli oltre 7.500 km di costa italiana, un punto ogni 80 km è risultato inquinato. Su 263 prelievi, il 35% ha superato i limiti, con il 58% di esiti negativi alle foci e il 17% in mare aperto. Il 71% delle foci monitorate corrisponde a tratti di costa non campionati dalle autorità competenti. Di queste, più della metà è risultata oltre i limiti. Perché non vengono monitorate? Perché si dà per scontato che siano inquinate. Ma noi non ci rassegniamo: continueremo ad accendere i riflettori su queste aree, spesso vicine a spiagge libere, perché la qualità del nostro mare non può essere una questione di serie B. Nei laghi, abbiamo campionato 44 bacini in 11 regioni, per un totale di 125 analisi: il 30% è oltre i limiti di legge. In alcuni casi, abbiamo registrato anche aumenti della temperatura dell’acqua e diminuzione dell’ossigeno disciolto, segnali che si intrecciano con un’altra emergenza: la crisi climatica. Chiediamo al Governo di approvare al più presto un piano nazionale per proteggere #mare e #laghi, investendo in innovazione, sostenibilità e controlli efficaci. Scopri il bilancio completo 👉 https://lnkd.in/dKgu28gz 

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    Se hai un #animale, leggi qui. Hai mai provato a trovare un #veterinario pubblico vicino a casa? O un’#areacani decente nel tuo quartiere? O anche solo un #regolamento che tuteli te e il tuo animale nei momenti più delicati? Il nostro nuovo rapporto “Animali in città”, che presenteremo oggi nel corso della nostra Festambiente - Festival nazionale Legambiente, racconta un’Italia che — ancora oggi — non garantisce gli stessi diritti a tutte le famiglie con animali d’affezione. Ecco qualche dato che abbiamo raccolto: 🔹 Su 734 comuni analizzati, meno di 4 su 10 offrono servizi sufficienti. 🔹 Solo 2 ospedali veterinari pubblici in tutto il Paese. 🔹 Spesa media 3,2 euro a cittadino. All’anno. Troppe famiglie restano sole, soprattutto nei territori e nei quartieri più fragili. Eppure, un’altra strada è possibile. Quella fatta di alleanze, strutture pubbliche, aree verdi, sportelli di supporto, patti di comunità. Perché vivere con un animale non dev’essere un privilegio. È una scelta d’amore, e l’amore merita cura. Scopri i dati, le criticità, le buone pratiche e le proposte concrete nel rapporto completo che trovi su https://lnkd.in/dJH-MXqJ

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    In Italia il caldo torrido si fa sentire a più riprese. E non c’è città e quartiere che sfugga alle temperature bollenti e alle #ondatedicalore. Siamo andati in giro per l’Italia con la nostra campagna Che Caldo Che Fa!, realizzata con il supporto di Banco dell'energia e in collaborazione con la Associazione della Croce Rossa Italiana, e i dati che abbiamo raccolto parlano chiaro! Dalla foto scattata, infatti, emerge in modo chiaro il modo in cui la #crisiclimatica impatti sempre di più sulle aree urbane: considerando anche i dati che abbiamo rielaborato del Ministero della Salute, da fine maggio a luglio 2025 sono stati emanati 203 bollettini rossi/livello di allerta 3 per #caldotorrido riguardanti 24 città sulle 27 monitorate. Un dato in crescita rispetto alla scorsa estate quando nello stesso periodo sono stati emanati 153 bollettini rossi/livello 3. Scopri tutti i dati del bilancio finale della nostra campagna e unisciti a noi per per chiedere città + fresche, città + giuste! #checaldochefa

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    Ci sono luoghi che non si toccano. Lo #strettodimessina è uno di questi: un importante corridoio ecologico, crocevia per milioni di #uccellimigratori, custode di #habitat e #specieprotette. Eppure, proprio qui, si vuole costruire un’opera faraonica con impatti ambientali certi, documentati e ora anche ufficialmente ammessi. Stiamo parlando del progetto del #PontesulloStretto per cui, per proseguire con la realizzazione, serviva una procedura speciale prevista dalle #direttiveUE. Ma le condizioni richieste dall’Europa sono state ignorate o eluse. Non ci sono vere analisi sulle alternative. Le motivazioni “imperative” invocate dal Governo (difesa militare, emergenze sanitarie e protezione civile) sono fragili, anacronistiche o del tutto scollegate dal progetto. Le misure compensative? Insufficienti, inefficaci, basate su dati vecchi o assenti. Per questo, insieme a Greenpeace Italia, Lipu ODV - BirdLife Italia e WWF Italia abbiamo presentato un nuovo reclamo all’Unione Europea, chiedendo l’apertura di una procedura di infrazione. Perché qui non è solo in gioco un ponte. È in gioco il rispetto delle leggi, della #natura e del nostro futuro. E continueremo a farci sentire, perché la tutela dell’ambiente non è un’opzione. È la nostra responsabilità collettiva. Leggi di più qui 👇 https://lnkd.in/d55FuMud

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