Diximus
P R I M A P E R S O N A P L U R A L E I N D I C A T I V O P E R F E T T O
A T T I V O D I D I C O
N°5 L U G L I O ' 2 5
"DIXIMUS: quello di cui noi parliamo" - edizione n.5
Cari lettori e lettrici, anche per questa edizione abbiamo cercato di
raccontarvi un po' come vediamo il mondo attraverso le nostre passioni,
interessi, cinema, cultura e letteratura. Abbiamo condiviso con voi anche temi
importanti, come la gentilezza, il coraggio di essere se stessi, affrontando ogni
giorno sfide personali, aiutando anche chi ci è attorno.
Questo numero di DIXIMUS è un po' diverso! La copertina è stata realizzata
con i disegni dei ragazzi e delle ragazze del laboratorio artistico Passepartout,
col quale abbiamo collaborato con inserti periodici sulla Fanzine Diario di un
corpo. Anche la grafica interna di questo numero di DIXIMUS rispecchia la
filosofia di Passepartout: un’unione di stili, un’esplosione di idee creative;
l’arte come chiave per accedere a una maggiore consapevolezza di sé.
Speriamo vi siate un po' appassionati, incuriositi e soprattutto, vi siano sorti
dei dubbi e delle riflessioni leggendoci, a noi sicuramente sì mentre
scrivevamo e creavamo!
Vi auguriamo una buona lettura e ci rivediamo prestissimo!
La redazione di DIXIMUS
Deker, Mattia, Andrea, Luigi, Giorgia e Alberto
Editoriale
"DIXIMUS: quello di cui noi parliamo" - edizione n.5
Il Viaggio in Occidente (西遊記) è un libro scritto nel XVI secolo, ed è un classico della
letteratura cinese.
La prima parte racconta la nascita di Sun Wukong e del perché divenne discepolo di Tang
Sangzang: Tang Sanzang è un personaggio puro e senza difetti, ispirato alla figura di
Xuánzàng (monaco buddista che fece un pellegrinaggio in India per raccogliere i sutra
buddisti); fu scelto dal Buddha Guanyin per compiere il pellegrinaggio in India al fine di
recuperare i testi sacri.
La seconda parte racconta la storia di Tang Sanzang e dei suoi tre discepoli, che andarono
in occidente per ottenere le scritture buddiste:
Sun Wunkong
È una scimmia nata da una roccia, assorbendo l’essenza del cielo e della terra. Wukong si
muove volando su una nuvola e utilizza un bastone che si può allungare a piacimento per
combattere, rubato dal Palazzo del Drago nel Mar Cinese Orientale.
Wukong, dopo essere diventato il re del popolo delle scimmie, compie un viaggio per
ottenere la vita eterna.
Wukong è il mio personaggio preferito e mi piace perché agisce in modo cavalleresco ed
eroico, perché fa del bene e aiuta il prossimo ma anche perché punisce i malvagi e chi si
comporta male.
Zhu Bajie
Era il comandante di 80.000 soldati dell'esercito celeste e utilizza come arma un forcone
magico a nove rostri chiamato Jiuchidingpa, creato dalla divinità Taishang Laojun.
Fu esiliato dal Regno Celeste per aver cercato di sedurre la dea della luna Chang'e e
venendo reincarnato - per errore - in un maiale.
Zhu Bajie ha l’abilità di cambiare il suo aspetto ed è un personaggio onesto e forte, ma
anche pigro, codardo e affascinato dalle donne. Durante la sua avventura è spesso
ingannato dai demoni che usano la loro bellezza per ingannarlo.
di Mattia
Il viaggio in Occidente
Un altro personaggio principale è il cavallo del drago bianco: originariamente era un
piccolo drago bianco, tuttavia mangiò il cavallo di Tang Sanzang - infrangendo le regole del
cielo - e fu così trasformato in cavallo per diventare il nuovo destriero di Tang Sanzang.
Il Viaggio in Occidente è interessante perché racconta le difficoltà e gli ostacoli incontrati
da Tang Sangzang, Sun Wunkong, Zhu Bajie e Sha Wujing lungo il loro percorso, narrando
anche di demoni e mostri, di disastri naturali e altre peripezie.
Nell’agosto del 2024 è anche uscito un gioco per PC e PS5, “Black Myth: Wukong”, che
trae origine dalla leggenda raccontata nel libro Il Viaggio in Occidente. Questo titolo è
stato molto apprezzato dalla critica e dai giocatori, permettendo a tanti di scoprire il
personaggio di Wukong.
Sha Wujing
Sha Wujing era originariamente un generale dell'esercito celeste ma, per aver rotto una
coppa di vetro ed aver così violato i decreti celestiali, è stato esiliato dal Regno Celeste e
trasformato in un mostro del fiume Liusha.
L'arma di Sha Wujing è una pala magica, che può allungarsi a volontà per sconfiggere con
facilità i suoi nemici.
Sha Wujing è diligente e serio, ha una personalità pura ed è molto saggio.
Sun Wunkong, Tang Sangzang sul cavallo del drago bianco, Zhu Bajie e Sha Wujing
(dal gioco “Black Myth: Wukong”)
SE BASTASSE
L’AMORE
un libro di Arianna Gnutti
L’A U T R I C E
“Se bastasse l’amore” è un romanzo di Arianna Gnutti, pubblicato nel 2024.
L’autrice ha lavorato come giornalista e attualmente è docente presso l’Università Cattolica
e l’Università degli Studi di Brescia, dove insegna Lingua Inglese e Media e Comunicazione.
Arianna Gnutti ha scritto anche “Ho scelto di essere felice”, pubblicato nel 2014.
T R A M A
“Se bastasse l’amore” è una storia di anoressia e speranza, è un romanzo che narra
l’esperienza di Maria Beatrice, figlia dell’autrice, che all’età di tredici anni, dopo aver subito
numerosi atti di bullismo, precipita nell’abisso dell’anoressia. Oltre al ricovero in
Rianimazione inizia un lungo percorso di sofferenza, dolore, lotta e conoscenza della
malattia.
L’autrice racconta anche la sua esperienza nell’accompagnamento della figlia nella lotta
contro il disturbo alimentare, mostrando tutto il suo amore e sostegno ma anche le
difficoltà affrontate durante questa battaglia.
Arianna Gnutti mette in luce anche le difficoltà di accesso alle cure e l’indispensabile ruolo
dei medici e del personale sanitario, ma soprattutto l’importanza del sostegno di tutte le
persone, amici, conoscenti e professionisti che le sono stati accanto.
“Se bastasse l’amore” è un libro che va ben oltre l’anoressia: è una storia di lotta, di
speranza, di conquiste ma anche di ricadute. Fa capire che l’amore non basta per superare
un disturbo alimentare, ma che sicuramente fa la differenza.
Mi ha fatto rendere conto della forza che ogni genitore deve avere per sostenere il proprio
figlio in questa dura lotta ma anche la difficoltà nel comprendere i suoi atteggiamenti e
comportamenti.
di Giorgia
Se bastasse l’amore
T E M I A F F R O N T A T I
Oltre a parlare dei disturbi alimentari, questo romanzo affronta anche il tema del bullismo e
mostra le conseguenze che esso, la violenza verbale e il giudizio dei coetanei possono
avere. Inoltre, viene sottolineata l’importanza di una comunicazione aperta tra genitori e
figli, fondamentale anche per affrontare e contrastare il fenomeno del bullismo.
Il ruolo dei genitori è essenziale, in quanto le loro reazioni e il loro atteggiamento possono
influenzare significativamente le azioni dei figli, sia incoraggiando che dissuadendo
comportamenti di bullismo da loro attuato, spesso minimizzato o del quale non si
comprende la gravità.
C O M M E N T O P E R S O N A L E
Sinceramente, devo ammettere che la scelta di leggere questo romanzo è stata totalmente
casuale: l’ho acquistato senza leggere la trama, attratta semplicemente dal titolo.
Penso che sia stata una delle scelte migliori che potessi fare.
Questo libro mi ha emozionato e mi è piaciuto talmente tanto che ho deciso di leggerlo
una seconda volta. Probabilmente mi ha commosso così tanto perché affronta un tema che
mi riguarda da vicino e perché sento di rispecchiarmi, almeno in parte, nella storia di
Arianna e Maria Beatrice.
Devo ammettere di essermi più volte emozionata e anche spaventata nell’aver trovato dei
tratti di corrispondenza tra la storia letta e l’esperienza vissuta da me e dalla mia famiglia
qualche anno fa. Pensare che i miei genitori, e in particolar modo mia mamma, possano
aver vissuto le stesse emozioni, le stesse difficoltà di Arianna mi ha fatto riflettere sulla loro
forza immensa.
Questa lettura mi ha fatto entrare un po’ nella loro testa e capire quanti pensieri li abbiano
attraversati, quante paure, e quanti sensi di colpa abbiano vissuto per qualcosa che però
non dipendeva da loro.
Credo che “Se bastasse l’amore” sia un romanzo che chiunque dovrebbe leggere per
comprendere e riflettere su un fenomeno che purtroppo è sempre più in crescita tra i
giovani, ma non solo. Insegna a non sottovalutare i piccoli segnali che, inizialmente,
possono sembrare insignificanti ma che se colti in tempo possono salvare la vita.
Ritengo che anche i genitori dovrebbero leggere questo romanzo, soprattutto quelli di chi
ha avuto un trascorso simile, per comprendere cosa davvero passi nella testa del figlio,
pensieri ed emozioni che a parole non si riescono a spiegare e ai quali non si riesce a dar
voce. Per questo motivo ho deciso anche di farlo leggere anche a mia mamma, che come
me, si è emozionata ad ogni pagina che leggeva.
La lettura di questo romanzo mi ha trasmesso molta forza e mi ha fatto sentire meno sola e
sono convinta che possa essere una fonte di ispirazione per chiunque si trovi o si sia
trovato in una situazione simile a quella di Maria Beatrice, facendo capire quanto ognuno
di noi sia dotato, inconsapevolmente, di una forza immensa pronta ad emergere.
U N R O M A N Z O P E R T U T T I
ONESHOT
ONESHOT
GUIDA PRATICA
AL GIOCO
“OneShot è un surreale videogioco rompicapo e d'avventura con visuale dall'alto
e caratteristiche uniche. Dovrai guidare un bambino in un mondo misterioso e
recuperare il sole scomparso ormai da molto. Il mondo sa della tua esistenza.”
-descrizione ufficiale del gioco
OneShot è stato pubblicato in lingua inglese e tradotto in altre 8 lingue (cinese,
giapponese, francese, spagnolo, portoghese, italiano, russo e coreano), è
disponibile su Windows, Xbox, macOS, Linux, Nintendo Switch, PlayStation.
Il protagonista
Il protagonista è Niko, una piccola persona con le sembianze di un gatto: orecchie
da gatto, occhi gialli felini, baffi e capelli blu, cappotto marrone, pantaloni grigio
violaceo, una sciarpa azzurra e un cappello marrone.
One Shot
Guida pratica al gioco
di Mattia
Il compleanno di Niko è il 18 dicembre (ha circa 8
anni nel gioco).Niko prima di arrivare nel mondo
di OneShot viveva in un piccolo villaggio assieme
a sua madre, è importante per la storia del gioco
che ama molto le frittelle.
Se invece scegli di mettere il sole al posto giusto,
Niko lo rimette a posto, lo schermo diventa tutto
bianco, e dopo il mondo torna ad avere la luce del
sole… ma Niko ci lascia le penne.
Negli ultimi due livelli del gioco puoi fare una scelta.
se scegli di distruggere il sole, Niko spaccherà il sole. A questo punto Niko
finisce in uno spazio tutto buio e trova un muro davanti a sé. Dopo aver detto
addio, Niko esce dalla finestra di gioco e scompare dal desktop. Poi il gioco
crasha con un messaggio d’errore:”ERRORE FATALE: SALVATORE NON
TROVATO”, e la finestra si chiude da sola.
Due finali possibili
La trama normale prevede due finali: distruggere il sole e mettere il sole.
Il mondo di gioco
Il mondo di gioco è diviso in tre regioni:
1.Barrens è la regione di inizio gioco, è
principalmente una zona desertica in
cui troviamo rare abitazioni, quasi
sempre abbandonate;
2.Glen è la regione intermedia, che
viene rappresentata come un bosco
pieno di alberi completamente
spogli;
3.Refuge è l’unica zona abitata ed è in
pratica una città sommersa da
palazzi molto alti.
L A L I N E A N O R M A L E
Niko parte per salvare il mondo, attraversando Barrens, Glen e Refuge. A Barrens
scopre chi è veramente e che esiste una Torre finale verso cui deve dirigersi. Poi
a Glen si imbatte negli “square” e a Refuge cerca come entrare nella Torre. Tutto
sembra una missione semplice… ma alla fine, Niko deve fare una scelta:
distruggere il sole o rimetterlo a posto.
L A L I N E A S O L S T I C E
Una volta terminato il gioco, se cancelli il salvataggio falso e riavvii la partita,
parte la linea Solstice. Stavolta non salvi solo il mondo ma anche Niko. A Barrens
dovrai usare il diario strano per incontrare Prototype, che ti svela che questa
volta potrai arrivare al finale vero. A Glen con quel diario, Niko prende una barca
per andare a Graveyard e lì conosce Credic e voli a Refuge col suo aereo. Lì
incontri Rue, apri una porta gigante con un timer e raggiungi lo Studio dell’Autore
per dialogare con la Macchina del Mondo.
Le due trame
Ci sono due trame nel gioco: la linea normale e la linea Solstice. Quella normale
si gioca nella prima partita, mentre la linea Solstice è la storia della secondo
partita.
Il vero finale
Se si segue la linea Solstice, si può giungere al vero finale: una volta parlato con
la Macchina del Mondo, Niko mette il sole in cima alla torre. Appaiono tutti i
personaggi chiave che erano intrappolati. Infine tornati alla capanna iniziale, Niko
e tu vi salutate. Vi dite addio e Niko se ne va, passo dopo passo, finché non esce
del tutto dallo schermo.
S C O S S A
Si ottiene quando niko tocca il grande generatore dopo averlo riparato.
Nel gioco esistono tre grandi generatori, uno per ogni regione e per
ottenere questo achievement bisogna toccare uno dei generatori a
scelta.
C A V A L C H I A M O L ’ O N D A
Nell’angolo superiore sinistro del Refuge, alla fine della strada, in uno
degli appartamenti, c’è un robot aspirapolvere. Se fai sedere Niko sul
robot aspirapolvere, otterrai l’obiettivo, e Niko, uscendo, sarà molto
divertito.
Gli undici obiettivi
Vi presento ora gli 11 obiettivi che si possono sbloccare durante il gioco: Scossa,
Caotico Malvagio, Cavalchiamo l’onda, Pancake, Ritorno, Topo di biblioteca,
Rinascita, Oneshot, Incantatore di montoni, Segreto e Commercio estremo.
C A O T I C O M A L V A G I O
Durante il cammino del gioco si ottengono alcuni oggetti che in
seguito sarà possibile unire: in questo obietivo bisogna combinare il
piede di porco (che si ottiene comprimendo un tubo) e la lampadina
(che guadagneremo andando nel seminterrato della casetta).
PA N C A K E
Se Niko è affamato, vai al bar a fare una scorpacciata di pancake, cosi
otterrai questo obiettivo.
Non chiudere mai il gioco, solo alla fine nella torre centrale del refuge
potrai farlo.
O N E S H O T
R I N A S C I T A
Raccogli i semi di Maize e dirigiti verso il giardino di fronte al primo
incrocio sopra Refuge e piantali nel vaso centrale. Ora cerca Mason e il
venditore più a sinistra nella strada dei mercanti: da loro prendi la terra
e il farmaco per generare acqua.
Mescola il farmaco con la provetta d’acqua per fare l’acqua medicata,
poi metti sia la terra che l’acqua medicata nel vaso. Infine seleziona
l’opzione “Ripristina il sole”.
R I T O R N O
Questo obiettivo è importante, ci da la possibilità di passare alla
seconda parte del gioco e per guadagnarlo bisogna cancellare i
salvataggi falsi, e aprire di nuovo il gioco.
T O P O D I B I B L I O T E C A
Leggi tutti i libri della biblioteca e il trofeo è tuo!
S E G R E T O
Nel mercato di Glen dobbiamo acquistare una maglietta da un
mercante, che ti permetterà di aprire una porta altrimenti chiusa nel
refuge.
C O M M E R C I O E S T R E M O
Per sbloccare questo obiettivo dovrai provare a scambiare con
Magpie tutti questi oggetti: lampadina, strano diario, flacone di tinta,
piuma, maglietta eccentrica, provetta d’acqua, ambra e semi.
I N C A N T A T O R E D I M O N T O N I
Se risolvi subito l’indovinello del pastore, prendi il trofeo.
Per sbloccare l’indovinello devi condurre le pecore nell'apposito
buco; non usare le campana per richiamare le pecore, altrimenti non
otterrai il trofeo.
"DIXIMUS: quello di cui noi parliamo" - edizione n.5
con l’arrivo del XX secolo e dei suoi filosofi introspettivi, il
lavoro su se stessi assume un aspetto importante e
con esso anche il sapersi conoscere, che ancora oggi è
più in voga che mai, con una domanda di studio in
psicologia impressionante. Freud, col suo pensiero sulla
psicoanalisi, ha convinto il mondo intero che i pensieri
inconsci sono del tutto reali ed involontari, su questo ci
rifletteremo più avanti.
Salvador Dalì inoltre gioca un altro ruolo
importantissimo, infatti porta questa corrente di
pensiero anche nell’arte con il suo surrealismo.
Io però non vi dirò 5 passi studiati o analizzati in
laboratorio ma vi racconterò semplicemente il metodo
sperimentale che sto utilizzando su me stesso adesso.
Sintetizzare il tutto in 5 passi è una grossa
semplificazione, in realtà ci sarebbe moltissimo da dire.
di Luigi
COME CONOSCERSI
IN 5 PICCOLI PASSI
Come conoscersi in 5
piccoli passi
primo passo
Il primo passo è guardarsi intorno, osservare ciò che ci circonda infatti spesso non
guardiamo veramente o guardiamo il telefono, dove si possono trovare tante idee ed
aspirazioni ma come accade molto spesso si crea un velo di gelosia e invidia che vi farà
sentire come se non contaste niente e così sarete persi.
Questo serve per trovare qualcosa che ci appassioni che ci faccia sentire vivi, trovare un
proprio posto sicuro, ad esempio il mio è giocare a basket, come l’ho capito semplicemente
mi sentivo felice quando lo facevo e ancora adesso sono felice.
Quindi esci guarda ciò che ti circonda, fatti sorprendere anche dalle piccole cose, perché
sono quelle le cose più utili.
GUARDARSI ATTORNO
ESPLORARE LE
CURIOSITÀ
secondo passo
Dostoevskij diceva: << La saggezza è la capacità di vedere al di là delle apparenze.>>
Il mio secondo punto parte proprio da questa citazione, dobbiamo provare tutto quello che
cattura la nostra curiosità, non temere i pregiudizi e i pareri delle persone.
Buttati, perché solo così come dice Dostoevskij conoscerai la vera saggezza e conoscenza
di se stessi.
Questo ad esempio è un punto spinoso per me perché ci sto ancora lavorando, il parere
delle persone conta tanto, troppo, anche se sto facendo dei passi avanti; infatti ho iniziato
ad andare in chiesa di tanto in tanto, senza dirlo a nessuno, ma mi piace e mi rilassa.
Il prossimo passo sarà esprimerlo a tutti.
Per ora quindi abbiamo detto che prima di tutto bisogna guardarsi attorno per capire cosa
ci attira o ci potrebbe piacere e poi dobbiamo avere il coraggio di provarci.
LA REALE
COMPAGNIA
terzo passo
ll terzo passo invece riguarda la compagnia, infatti sappiamo che qualsiasi cosa è più bella se
fatta con una persona a cui si vuole bene, ma la complessità sta proprio nel trovare queste
persone; infatti è già difficile solo trovare delle persone leali e sincere,ma inoltre devono
farti sentire a tuo agio, oltre ovviamente, alla simpatia e alla compatibilità. Ad esempio voglio
molto bene alla mia famiglia, ma con mio fratello ho un rapporto diverso, oltre che da ottimo
fratello maggiore mi fa anche da motivatore e insegnante. Lui è sicuro dei miei mezzi e della
mia intelligenza anche più di me.
Di certo se hai persone vicino a te superficiali e che credi non ti facciano sentire te stesso,
allontanati e piuttosto stai da solo, come vedremo adesso nel punto quattro.
SPERIMENTARE LA
GENTILEZZA
quinto passo
Il quinto passo è quasi banale e poco rischioso perché secondo me è sperimentare la
gentilezza, infatti io credo che essere gentili con se stessi e con le persone ci fa sentire
bene, e quando si è tranquilli, la mente è libera, così da poter ragionare sul conoscersi e
magari capire quale persona vogliamo diventare.
Su questo punto mi voglio focalizzare sulla gentilezza con le altre persone, diciamo che
come ho detto nel terzo punto le relazioni sono importanti perché ci danno sicurezza, ecco
proprio per questo la gentilezza è di tale importanza: perché ci permette di continuare
queste relazioni con serenità, come ad esempio ascoltarli quando ne hanno bisogno o
stargli vicino all'occorrenza.
Mentre quando ho detto di essere gentili anche con se stessi, è perché dobbiamo essere
fieri dei nostri risultati seppur piccoli, senza avere il bisogno continuo di screditarsi.
La solitudine, viene spesso interpretata negativamente, per questo credo che per
conoscersi bisogna imparare a convivere con se stessi, e intuire che è il tempo più
importante e produttivo; infatti essere soli ci porta spesso a sprofondare nei nostri
pensieri, andando negli angoli più nascosti della nostra mente, così facendo trova ciò che
siamo veramente.
La vera complessità di questo punto è che in molti non sono disposti a ciò, poiché lo
trovano troppo difficile e doloroso. Mi capita spesso di fare tante cose solo, inizialmente
odiavo la solitudine, ad esempio per evitarla uscivo sempre a pranzo con amici, ora invece
adoro mangiare, passeggiare o anche solo guardare il soffitto, con quel silenzio rilassante,
che mi concentra nei miei pensieri. E’ chiaro che bisogna essere consapevoli di ciò che si
sta facendo, perché poi i pregiudizi sull’essere soli potrebbero diventare un problema reale
e pericoloso.
LA SOLITUDINE
quarto passo
Il sapersi conoscere è prettamente legato a lavorare sugli aspetti più deboli e complessi di
noi stessi, ma credo che sia un ottimo passo partire conoscendo già cinque macro
argomenti.
Quindi: guardiamo, analizziamo, scopriamo ciò che ci incuriosisce e approfondiamo,
facendoci accompagnare da persone a noi vicine ma senza dipendere da loro, così da poter
fare nuove conoscenze e sperimentare la nostra gentilezza, che è importante da avere con
le persone quanto con se stessi.
Perché non si può evitare di commettere errori durante il percorso di crescita personale ma
spero di avervi almeno aiutato ad attutire il colpo.
per concludere...
Un boccone dalla Cina
I baozi sono un piatto tipico della cucina cinese, un saporito panino ripieno composto da
due elementi: impasto e ripieno.
Per realizzare l’impasto si utilizza farina e lievito, a cui si aggiunge pian piano acqua
lavorando l’impasto fino a raggiungere una consistenza morbida, si lascia poi riposare per
alcune ore.
Nel mentre si può preparare il ripieno: si utilizza della carne tritata (io preferisco quella di
maiale), a cui si aggiunge della verdura (io solitamente scelgo carote, funghi ed erba
cipollina) e dell’olio; si mescola quindi il tutto in una ciotola per creare un ripieno uniforme.
Una volta che tutto è pronto: si prende man mano un piccolo pezzo di impasto alla volta, lo
si stende su una superficie con il mattarello creando un disco più sottile ai lati; a questo
punto si mette al centro una pallina (della dimensione desiderata) di ripieno.
A questo punto si chiude l’impasto attorno al ripieno, pizzicando la pasta e creando una
sorta di sacchetto; si ripete quindi l’operazione fino a quando non si ha terminato impasto
e ripieno a disposizione e ottenuto il numero di baozi desiderati; è importante lasciare
riposare qualche minuto i baozi.
Ora si può procedere con la cottura, mettendo i baozi crudi a cuocere in una zhēnglóng
(vaporiera di bamboo di origine cinese) - se non l'avete a casa potete usare una classica
vaporiera - utilizzando un apposito panno in cotone per evitare che i baozi si attacchino
alla base; per migliorare il processo è meglio partire da acqua fredda nella vaporiera per
poi portarla in ebollizione. Quando il vapore inizierà ad uscire dal coperchio della
zhēnglóng, contate 15 minuti e il piatto sarà cotto. Ricordatevi di prestare attenzione
quando aprite il coperchio, il fumo che uscirà sarà caldissimo.
Dopo la cottura, attendete alcuni minuti, in questo modo saranno molto più buoni!
di Mattia
Un boccone dalla Cina
Ricetta Baozi
Minecraft è stato il primo gioco che mi ha fatto appassionare e che mi ha fatto
venire voglia di giocare, non solamente di guardare altri farlo.
Sono 9 anni che lo conosco e che mi tiene occupato nelle mie giornate.
Mi piace molto perché mi permette di creare cose come mi piace, mi permette di
giocare sia da solo che con altre persone ed è personalizzabile.
Minecraft
di Mattia
Il mio collage
W
ICKED
WICKED
Wicked nasce come musical a Broadway, diventando uno dei più famosi e apprezzati.
Questo film ricopre solo la prima parte del musical e ha vinto 2 Oscar su 10 candidature.
Uscirà in seguito la parte finale della storia.
Ci sono state molte critiche sulla lunghezza del film, perché dura quanto l’intero musical a
teatro.
Personalmente la traduzione e doppiaggio italiano delle canzoni non mi sono piaciuti oltre
ad essere non necessari e irrispettosi al lavoro delle cantanti.
Il regista, Jon M. Chu, ha fatto un ottimo lavoro a trasporre questo materiale sul grande
schermo. Il film ti catapulta immediatamente nel mondo di Oz: la scenografia con set fisici,
i costumi e le coreografie contribuiscono a farti immergere nella storia. Ogni canzone,
molto orecchiabile, è in linea con la narrazione, la personalità e i sentimenti dei personaggi.
Mi ha colpito la passione che le due protagoniste hanno trasmesso con le loro voci, anche
perché cantavano dal vivo, e il legame personale tra le 2 attrici e i loro personaggi.
Per Elphaba hanno voluto ispirarsi alla cultura nera, per le similitudini razziali. L’attrice che
interpreta Elphaba, essendo nera, ha usato le discriminazioni e isolamento subito e ha
incanalato tutto in questo personaggio. Si è anche allenata molto fisicamente perché
voleva fare da sola le proprie scene d’azione, riuscendo anche a cantare in imbragatura,
mentre volteggiava in aria.
Glinda invece è la classica ragazza popolare, di buona famiglia, ben vestita e bionda,
accompagnata anche dai suoi lacchè, curandosi soprattutto di come viene vista da chi le
sta intorno. Ariana Grande si è preparata per questo ruolo meticolosamente: ha preso
lezioni di canto per cambiare impostazione vocale, Glinda canta in modo più lirico, molto
diverso dallo stile pop che la contraddistingue.
Ariana mi ha aiutato molto, nelle sue canzoni trovo qualcosa in cui mi identifico, alla sua
grande forza e positività, con la quale ha superato grandi ostacoli. È di grande ispirazione
per me anche come persona oltre che come cantante e credo fermamente che lei fosse
destinata per questo ruolo. Da piccola aveva visto il musical e si era innamorata di Glinda,
sognando di poter interpretare questo ruolo in futuro. Questo sogno non si è mai spento,
nonostante gli incredibili successi come popstar, e finalmente si è realizzato.
di Andrea
Wicked
Recensione del film di Jon M. Chu
Il filo conduttore del film è l’affermazione della propria identità, l’accettarsi e trovare il
proprio posto nel mondo.
Attraverso l’amicizia tra Elphaba e Glinda, Wicked dimostra che anche se due persone
hanno visioni del mondo e obbiettivi diversi, possono comunque accettare le scelte
dell’altro ed esserne felici.
Ho apprezzato anche il contrasto tra Glinda, che vuole da sempre diventare una strega, ma
è senza magia, ed Elphaba che considera il suo talento innato per la magia una maledizione.
Mi è piaciuto molto il cambiamento di Elphaba nel corso del film: da bambina rifiutata dal
villaggio, fonte di imbarazzo per la famiglia per il suo colore di pelle verde, passa ad una
ragazza piena di speranza, che desidera che il mago cambi la sua pelle per essere accettata
e infine ad una donna che non si fa più influenzare dal giudizio altrui e non permette a
nessuno di metterle i piedi in testa.
Questa storia ha anche una forte critica politica, molto contemporanea, perché mostra
come è facile, per chi comanda, ovvero il mago, manipolare le informazioni. Attraverso la
propaganda è infatti riuscito con successo a creare un'immagine distorta di Elphaba,
rendendola un capro espiatorio. Il potere non risiede solo nella magia, ma anche
nell’autorità: i capi di stato spesso vengono scelti soprattutto per il loro carisma, invece che
per le loro competenze.
Gli animali, in Oz sono parte integrante della società, con lavori e posizioni di prestigio. Col
tempo però, soprattutto dopo la venuta del mago, gli animali sono stati privati di questi
diritti ed iniziano ad essere messi in gabbia in modo che le nuove generazioni non
sviluppino coscienza. Io ho interpretato questa sottotrama come critica allo sfruttamento
che avviene nei circhi, negli zoo e negli allevamenti intensivi.
Un altro punto di riflessione nel film è quando il principe Fyero, fidanzato di Glinda afferma
che se alla fine diventiamo tutti polvere, allora bisogna vivere spensierati, senza badare
troppo alle conseguenze; la vita è più semplice se vissuta senza impegni. Questo evidenzia
la sua visione superficiale e irresponsabile della vita, ma imparerà poi che questo approccio
non è sempre quello giusto. Prima di essere ammesso alla Shiz era già stato espulso molte
volte da altre scuole, ma dopo aver conosciuto Elphaba, capisce che vale la pena farsi
coinvolgere emotivamente da situazioni circostanti e instaurare rapporti più profondi con le
persone.
ATTENZIONE: qui iniziano gli spoiler!
Tutta Oz sta festeggiando la morte della strega cattiva, anche Glinda, diventata ora simbolo
di speranza, che deve mantenere questa facciata e nascondere il suo dolore per la perdita
dell’amica; da qui in poi il film è tutto un flashback che parte dall’incontro tra Elphaba e
Glinda in università e la loro convivenza in dormitorio.
All’inizio si odiano, per i caratteri troppo diversi e perché Elphaba è la sola a ricevere lezioni
private di magia. Durante una particolare scena, in una Sala da ballo, Glinda scopre che
Elphaba aveva convinto la sua insegnante ad includerla nelle loro lezioni; capisce di essere
nel torto e che si è lasciata trasportare troppo dal volere degli altri studenti. Anche se la
cosa che teme di più è il loro giudizio, si unisce ad Elphaba in una strana danza.
Da qui in poi il loro legame non fa che crescere, diventando come sorelle. Elphaba
condivide con Glinda il suo passato: viene odiata e incolpata dal padre per la morte della
madre durante il parto e per la disabilità di sua sorella, ed è quindi cresciuta con grandi
sensi di colpa. Glinda decide quindi di aiutarla nell’unico modo che conosce, renderla
popolare.
Elphaba viene infine invitata dal mago per dare prova delle sue doti magiche; Glinda sale
insieme a lei nel treno che le porterà nella città di Smeraldo, dove vive il mago. Raggiunta la
destinazione, Elphaba scopre però che è stato proprio il mago a volere la persecuzione
degli animali, per dare ai cittadini un nemico su cui fare fronte comune, unirli e avere così
più controllo su Oz; il mago, segretamente privo di magia, è originario della Terra e per
attuare il suo piano ha bisogno della magia di Elphaba.
È qui che le strade delle 2 protagoniste si dividono: Elphaba non è mai stata in silenzio
contro l’oppressione ed è pronta a farsi etichettare come la strega cattiva per rimanere
fedele ai suoi ideali (scappa volando verso ovest, da qui prende il nome di strega cattiva
dell’ovest). Glinda invece ha ancora paura di perdere i suoi privilegi e rimane quindi col
mago per soddisfare le proprie ambizioni, guardando l’amica volare via libera.
La conclusione del film non finirà mai di farmi emozionare: l’addio tra le 2 amiche; Elphaba
che, dopo il tradimento del mago, si rende conto che per stare bene non aveva bisogno di
lui ma di sé stessa, guarendo quella bambina emarginata che si è sempre sentita sbagliata.
Ed infine il suo grido di battaglia e ribellione, che, almeno per me, è entrato dritto nel
cuore.
Brescia
L
a
Lamia
mia
Polaroid dalla mia città
Corso Magenta
Piazza Duomo
Parco dell’acqua
"DIXIMUS: quello di cui noi parliamo" - edizione n.5

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"DIXIMUS: quello di cui noi parliamo" - edizione n.5

  • 1. Diximus P R I M A P E R S O N A P L U R A L E I N D I C A T I V O P E R F E T T O A T T I V O D I D I C O N°5 L U G L I O ' 2 5
  • 3. Cari lettori e lettrici, anche per questa edizione abbiamo cercato di raccontarvi un po' come vediamo il mondo attraverso le nostre passioni, interessi, cinema, cultura e letteratura. Abbiamo condiviso con voi anche temi importanti, come la gentilezza, il coraggio di essere se stessi, affrontando ogni giorno sfide personali, aiutando anche chi ci è attorno. Questo numero di DIXIMUS è un po' diverso! La copertina è stata realizzata con i disegni dei ragazzi e delle ragazze del laboratorio artistico Passepartout, col quale abbiamo collaborato con inserti periodici sulla Fanzine Diario di un corpo. Anche la grafica interna di questo numero di DIXIMUS rispecchia la filosofia di Passepartout: un’unione di stili, un’esplosione di idee creative; l’arte come chiave per accedere a una maggiore consapevolezza di sé. Speriamo vi siate un po' appassionati, incuriositi e soprattutto, vi siano sorti dei dubbi e delle riflessioni leggendoci, a noi sicuramente sì mentre scrivevamo e creavamo! Vi auguriamo una buona lettura e ci rivediamo prestissimo! La redazione di DIXIMUS Deker, Mattia, Andrea, Luigi, Giorgia e Alberto Editoriale
  • 5. Il Viaggio in Occidente (西遊記) è un libro scritto nel XVI secolo, ed è un classico della letteratura cinese. La prima parte racconta la nascita di Sun Wukong e del perché divenne discepolo di Tang Sangzang: Tang Sanzang è un personaggio puro e senza difetti, ispirato alla figura di Xuánzàng (monaco buddista che fece un pellegrinaggio in India per raccogliere i sutra buddisti); fu scelto dal Buddha Guanyin per compiere il pellegrinaggio in India al fine di recuperare i testi sacri. La seconda parte racconta la storia di Tang Sanzang e dei suoi tre discepoli, che andarono in occidente per ottenere le scritture buddiste: Sun Wunkong È una scimmia nata da una roccia, assorbendo l’essenza del cielo e della terra. Wukong si muove volando su una nuvola e utilizza un bastone che si può allungare a piacimento per combattere, rubato dal Palazzo del Drago nel Mar Cinese Orientale. Wukong, dopo essere diventato il re del popolo delle scimmie, compie un viaggio per ottenere la vita eterna. Wukong è il mio personaggio preferito e mi piace perché agisce in modo cavalleresco ed eroico, perché fa del bene e aiuta il prossimo ma anche perché punisce i malvagi e chi si comporta male. Zhu Bajie Era il comandante di 80.000 soldati dell'esercito celeste e utilizza come arma un forcone magico a nove rostri chiamato Jiuchidingpa, creato dalla divinità Taishang Laojun. Fu esiliato dal Regno Celeste per aver cercato di sedurre la dea della luna Chang'e e venendo reincarnato - per errore - in un maiale. Zhu Bajie ha l’abilità di cambiare il suo aspetto ed è un personaggio onesto e forte, ma anche pigro, codardo e affascinato dalle donne. Durante la sua avventura è spesso ingannato dai demoni che usano la loro bellezza per ingannarlo. di Mattia Il viaggio in Occidente
  • 6. Un altro personaggio principale è il cavallo del drago bianco: originariamente era un piccolo drago bianco, tuttavia mangiò il cavallo di Tang Sanzang - infrangendo le regole del cielo - e fu così trasformato in cavallo per diventare il nuovo destriero di Tang Sanzang. Il Viaggio in Occidente è interessante perché racconta le difficoltà e gli ostacoli incontrati da Tang Sangzang, Sun Wunkong, Zhu Bajie e Sha Wujing lungo il loro percorso, narrando anche di demoni e mostri, di disastri naturali e altre peripezie. Nell’agosto del 2024 è anche uscito un gioco per PC e PS5, “Black Myth: Wukong”, che trae origine dalla leggenda raccontata nel libro Il Viaggio in Occidente. Questo titolo è stato molto apprezzato dalla critica e dai giocatori, permettendo a tanti di scoprire il personaggio di Wukong. Sha Wujing Sha Wujing era originariamente un generale dell'esercito celeste ma, per aver rotto una coppa di vetro ed aver così violato i decreti celestiali, è stato esiliato dal Regno Celeste e trasformato in un mostro del fiume Liusha. L'arma di Sha Wujing è una pala magica, che può allungarsi a volontà per sconfiggere con facilità i suoi nemici. Sha Wujing è diligente e serio, ha una personalità pura ed è molto saggio. Sun Wunkong, Tang Sangzang sul cavallo del drago bianco, Zhu Bajie e Sha Wujing (dal gioco “Black Myth: Wukong”)
  • 7. SE BASTASSE L’AMORE un libro di Arianna Gnutti
  • 8. L’A U T R I C E “Se bastasse l’amore” è un romanzo di Arianna Gnutti, pubblicato nel 2024. L’autrice ha lavorato come giornalista e attualmente è docente presso l’Università Cattolica e l’Università degli Studi di Brescia, dove insegna Lingua Inglese e Media e Comunicazione. Arianna Gnutti ha scritto anche “Ho scelto di essere felice”, pubblicato nel 2014. T R A M A “Se bastasse l’amore” è una storia di anoressia e speranza, è un romanzo che narra l’esperienza di Maria Beatrice, figlia dell’autrice, che all’età di tredici anni, dopo aver subito numerosi atti di bullismo, precipita nell’abisso dell’anoressia. Oltre al ricovero in Rianimazione inizia un lungo percorso di sofferenza, dolore, lotta e conoscenza della malattia. L’autrice racconta anche la sua esperienza nell’accompagnamento della figlia nella lotta contro il disturbo alimentare, mostrando tutto il suo amore e sostegno ma anche le difficoltà affrontate durante questa battaglia. Arianna Gnutti mette in luce anche le difficoltà di accesso alle cure e l’indispensabile ruolo dei medici e del personale sanitario, ma soprattutto l’importanza del sostegno di tutte le persone, amici, conoscenti e professionisti che le sono stati accanto. “Se bastasse l’amore” è un libro che va ben oltre l’anoressia: è una storia di lotta, di speranza, di conquiste ma anche di ricadute. Fa capire che l’amore non basta per superare un disturbo alimentare, ma che sicuramente fa la differenza. Mi ha fatto rendere conto della forza che ogni genitore deve avere per sostenere il proprio figlio in questa dura lotta ma anche la difficoltà nel comprendere i suoi atteggiamenti e comportamenti. di Giorgia Se bastasse l’amore
  • 9. T E M I A F F R O N T A T I Oltre a parlare dei disturbi alimentari, questo romanzo affronta anche il tema del bullismo e mostra le conseguenze che esso, la violenza verbale e il giudizio dei coetanei possono avere. Inoltre, viene sottolineata l’importanza di una comunicazione aperta tra genitori e figli, fondamentale anche per affrontare e contrastare il fenomeno del bullismo. Il ruolo dei genitori è essenziale, in quanto le loro reazioni e il loro atteggiamento possono influenzare significativamente le azioni dei figli, sia incoraggiando che dissuadendo comportamenti di bullismo da loro attuato, spesso minimizzato o del quale non si comprende la gravità. C O M M E N T O P E R S O N A L E Sinceramente, devo ammettere che la scelta di leggere questo romanzo è stata totalmente casuale: l’ho acquistato senza leggere la trama, attratta semplicemente dal titolo. Penso che sia stata una delle scelte migliori che potessi fare. Questo libro mi ha emozionato e mi è piaciuto talmente tanto che ho deciso di leggerlo una seconda volta. Probabilmente mi ha commosso così tanto perché affronta un tema che mi riguarda da vicino e perché sento di rispecchiarmi, almeno in parte, nella storia di Arianna e Maria Beatrice. Devo ammettere di essermi più volte emozionata e anche spaventata nell’aver trovato dei tratti di corrispondenza tra la storia letta e l’esperienza vissuta da me e dalla mia famiglia qualche anno fa. Pensare che i miei genitori, e in particolar modo mia mamma, possano aver vissuto le stesse emozioni, le stesse difficoltà di Arianna mi ha fatto riflettere sulla loro forza immensa. Questa lettura mi ha fatto entrare un po’ nella loro testa e capire quanti pensieri li abbiano attraversati, quante paure, e quanti sensi di colpa abbiano vissuto per qualcosa che però non dipendeva da loro.
  • 10. Credo che “Se bastasse l’amore” sia un romanzo che chiunque dovrebbe leggere per comprendere e riflettere su un fenomeno che purtroppo è sempre più in crescita tra i giovani, ma non solo. Insegna a non sottovalutare i piccoli segnali che, inizialmente, possono sembrare insignificanti ma che se colti in tempo possono salvare la vita. Ritengo che anche i genitori dovrebbero leggere questo romanzo, soprattutto quelli di chi ha avuto un trascorso simile, per comprendere cosa davvero passi nella testa del figlio, pensieri ed emozioni che a parole non si riescono a spiegare e ai quali non si riesce a dar voce. Per questo motivo ho deciso anche di farlo leggere anche a mia mamma, che come me, si è emozionata ad ogni pagina che leggeva. La lettura di questo romanzo mi ha trasmesso molta forza e mi ha fatto sentire meno sola e sono convinta che possa essere una fonte di ispirazione per chiunque si trovi o si sia trovato in una situazione simile a quella di Maria Beatrice, facendo capire quanto ognuno di noi sia dotato, inconsapevolmente, di una forza immensa pronta ad emergere. U N R O M A N Z O P E R T U T T I
  • 12. “OneShot è un surreale videogioco rompicapo e d'avventura con visuale dall'alto e caratteristiche uniche. Dovrai guidare un bambino in un mondo misterioso e recuperare il sole scomparso ormai da molto. Il mondo sa della tua esistenza.” -descrizione ufficiale del gioco OneShot è stato pubblicato in lingua inglese e tradotto in altre 8 lingue (cinese, giapponese, francese, spagnolo, portoghese, italiano, russo e coreano), è disponibile su Windows, Xbox, macOS, Linux, Nintendo Switch, PlayStation. Il protagonista Il protagonista è Niko, una piccola persona con le sembianze di un gatto: orecchie da gatto, occhi gialli felini, baffi e capelli blu, cappotto marrone, pantaloni grigio violaceo, una sciarpa azzurra e un cappello marrone. One Shot Guida pratica al gioco di Mattia Il compleanno di Niko è il 18 dicembre (ha circa 8 anni nel gioco).Niko prima di arrivare nel mondo di OneShot viveva in un piccolo villaggio assieme a sua madre, è importante per la storia del gioco che ama molto le frittelle.
  • 13. Se invece scegli di mettere il sole al posto giusto, Niko lo rimette a posto, lo schermo diventa tutto bianco, e dopo il mondo torna ad avere la luce del sole… ma Niko ci lascia le penne. Negli ultimi due livelli del gioco puoi fare una scelta. se scegli di distruggere il sole, Niko spaccherà il sole. A questo punto Niko finisce in uno spazio tutto buio e trova un muro davanti a sé. Dopo aver detto addio, Niko esce dalla finestra di gioco e scompare dal desktop. Poi il gioco crasha con un messaggio d’errore:”ERRORE FATALE: SALVATORE NON TROVATO”, e la finestra si chiude da sola. Due finali possibili La trama normale prevede due finali: distruggere il sole e mettere il sole. Il mondo di gioco Il mondo di gioco è diviso in tre regioni: 1.Barrens è la regione di inizio gioco, è principalmente una zona desertica in cui troviamo rare abitazioni, quasi sempre abbandonate; 2.Glen è la regione intermedia, che viene rappresentata come un bosco pieno di alberi completamente spogli; 3.Refuge è l’unica zona abitata ed è in pratica una città sommersa da palazzi molto alti.
  • 14. L A L I N E A N O R M A L E Niko parte per salvare il mondo, attraversando Barrens, Glen e Refuge. A Barrens scopre chi è veramente e che esiste una Torre finale verso cui deve dirigersi. Poi a Glen si imbatte negli “square” e a Refuge cerca come entrare nella Torre. Tutto sembra una missione semplice… ma alla fine, Niko deve fare una scelta: distruggere il sole o rimetterlo a posto. L A L I N E A S O L S T I C E Una volta terminato il gioco, se cancelli il salvataggio falso e riavvii la partita, parte la linea Solstice. Stavolta non salvi solo il mondo ma anche Niko. A Barrens dovrai usare il diario strano per incontrare Prototype, che ti svela che questa volta potrai arrivare al finale vero. A Glen con quel diario, Niko prende una barca per andare a Graveyard e lì conosce Credic e voli a Refuge col suo aereo. Lì incontri Rue, apri una porta gigante con un timer e raggiungi lo Studio dell’Autore per dialogare con la Macchina del Mondo. Le due trame Ci sono due trame nel gioco: la linea normale e la linea Solstice. Quella normale si gioca nella prima partita, mentre la linea Solstice è la storia della secondo partita. Il vero finale Se si segue la linea Solstice, si può giungere al vero finale: una volta parlato con la Macchina del Mondo, Niko mette il sole in cima alla torre. Appaiono tutti i personaggi chiave che erano intrappolati. Infine tornati alla capanna iniziale, Niko e tu vi salutate. Vi dite addio e Niko se ne va, passo dopo passo, finché non esce del tutto dallo schermo.
  • 15. S C O S S A Si ottiene quando niko tocca il grande generatore dopo averlo riparato. Nel gioco esistono tre grandi generatori, uno per ogni regione e per ottenere questo achievement bisogna toccare uno dei generatori a scelta. C A V A L C H I A M O L ’ O N D A Nell’angolo superiore sinistro del Refuge, alla fine della strada, in uno degli appartamenti, c’è un robot aspirapolvere. Se fai sedere Niko sul robot aspirapolvere, otterrai l’obiettivo, e Niko, uscendo, sarà molto divertito. Gli undici obiettivi Vi presento ora gli 11 obiettivi che si possono sbloccare durante il gioco: Scossa, Caotico Malvagio, Cavalchiamo l’onda, Pancake, Ritorno, Topo di biblioteca, Rinascita, Oneshot, Incantatore di montoni, Segreto e Commercio estremo.
  • 16. C A O T I C O M A L V A G I O Durante il cammino del gioco si ottengono alcuni oggetti che in seguito sarà possibile unire: in questo obietivo bisogna combinare il piede di porco (che si ottiene comprimendo un tubo) e la lampadina (che guadagneremo andando nel seminterrato della casetta). PA N C A K E Se Niko è affamato, vai al bar a fare una scorpacciata di pancake, cosi otterrai questo obiettivo. Non chiudere mai il gioco, solo alla fine nella torre centrale del refuge potrai farlo. O N E S H O T
  • 17. R I N A S C I T A Raccogli i semi di Maize e dirigiti verso il giardino di fronte al primo incrocio sopra Refuge e piantali nel vaso centrale. Ora cerca Mason e il venditore più a sinistra nella strada dei mercanti: da loro prendi la terra e il farmaco per generare acqua. Mescola il farmaco con la provetta d’acqua per fare l’acqua medicata, poi metti sia la terra che l’acqua medicata nel vaso. Infine seleziona l’opzione “Ripristina il sole”. R I T O R N O Questo obiettivo è importante, ci da la possibilità di passare alla seconda parte del gioco e per guadagnarlo bisogna cancellare i salvataggi falsi, e aprire di nuovo il gioco. T O P O D I B I B L I O T E C A Leggi tutti i libri della biblioteca e il trofeo è tuo! S E G R E T O Nel mercato di Glen dobbiamo acquistare una maglietta da un mercante, che ti permetterà di aprire una porta altrimenti chiusa nel refuge.
  • 18. C O M M E R C I O E S T R E M O Per sbloccare questo obiettivo dovrai provare a scambiare con Magpie tutti questi oggetti: lampadina, strano diario, flacone di tinta, piuma, maglietta eccentrica, provetta d’acqua, ambra e semi. I N C A N T A T O R E D I M O N T O N I Se risolvi subito l’indovinello del pastore, prendi il trofeo. Per sbloccare l’indovinello devi condurre le pecore nell'apposito buco; non usare le campana per richiamare le pecore, altrimenti non otterrai il trofeo.
  • 20. con l’arrivo del XX secolo e dei suoi filosofi introspettivi, il lavoro su se stessi assume un aspetto importante e con esso anche il sapersi conoscere, che ancora oggi è più in voga che mai, con una domanda di studio in psicologia impressionante. Freud, col suo pensiero sulla psicoanalisi, ha convinto il mondo intero che i pensieri inconsci sono del tutto reali ed involontari, su questo ci rifletteremo più avanti. Salvador Dalì inoltre gioca un altro ruolo importantissimo, infatti porta questa corrente di pensiero anche nell’arte con il suo surrealismo. Io però non vi dirò 5 passi studiati o analizzati in laboratorio ma vi racconterò semplicemente il metodo sperimentale che sto utilizzando su me stesso adesso. Sintetizzare il tutto in 5 passi è una grossa semplificazione, in realtà ci sarebbe moltissimo da dire. di Luigi COME CONOSCERSI IN 5 PICCOLI PASSI Come conoscersi in 5 piccoli passi
  • 21. primo passo Il primo passo è guardarsi intorno, osservare ciò che ci circonda infatti spesso non guardiamo veramente o guardiamo il telefono, dove si possono trovare tante idee ed aspirazioni ma come accade molto spesso si crea un velo di gelosia e invidia che vi farà sentire come se non contaste niente e così sarete persi. Questo serve per trovare qualcosa che ci appassioni che ci faccia sentire vivi, trovare un proprio posto sicuro, ad esempio il mio è giocare a basket, come l’ho capito semplicemente mi sentivo felice quando lo facevo e ancora adesso sono felice. Quindi esci guarda ciò che ti circonda, fatti sorprendere anche dalle piccole cose, perché sono quelle le cose più utili. GUARDARSI ATTORNO
  • 22. ESPLORARE LE CURIOSITÀ secondo passo Dostoevskij diceva: << La saggezza è la capacità di vedere al di là delle apparenze.>> Il mio secondo punto parte proprio da questa citazione, dobbiamo provare tutto quello che cattura la nostra curiosità, non temere i pregiudizi e i pareri delle persone. Buttati, perché solo così come dice Dostoevskij conoscerai la vera saggezza e conoscenza di se stessi. Questo ad esempio è un punto spinoso per me perché ci sto ancora lavorando, il parere delle persone conta tanto, troppo, anche se sto facendo dei passi avanti; infatti ho iniziato ad andare in chiesa di tanto in tanto, senza dirlo a nessuno, ma mi piace e mi rilassa. Il prossimo passo sarà esprimerlo a tutti. Per ora quindi abbiamo detto che prima di tutto bisogna guardarsi attorno per capire cosa ci attira o ci potrebbe piacere e poi dobbiamo avere il coraggio di provarci.
  • 23. LA REALE COMPAGNIA terzo passo ll terzo passo invece riguarda la compagnia, infatti sappiamo che qualsiasi cosa è più bella se fatta con una persona a cui si vuole bene, ma la complessità sta proprio nel trovare queste persone; infatti è già difficile solo trovare delle persone leali e sincere,ma inoltre devono farti sentire a tuo agio, oltre ovviamente, alla simpatia e alla compatibilità. Ad esempio voglio molto bene alla mia famiglia, ma con mio fratello ho un rapporto diverso, oltre che da ottimo fratello maggiore mi fa anche da motivatore e insegnante. Lui è sicuro dei miei mezzi e della mia intelligenza anche più di me. Di certo se hai persone vicino a te superficiali e che credi non ti facciano sentire te stesso, allontanati e piuttosto stai da solo, come vedremo adesso nel punto quattro.
  • 24. SPERIMENTARE LA GENTILEZZA quinto passo Il quinto passo è quasi banale e poco rischioso perché secondo me è sperimentare la gentilezza, infatti io credo che essere gentili con se stessi e con le persone ci fa sentire bene, e quando si è tranquilli, la mente è libera, così da poter ragionare sul conoscersi e magari capire quale persona vogliamo diventare. Su questo punto mi voglio focalizzare sulla gentilezza con le altre persone, diciamo che come ho detto nel terzo punto le relazioni sono importanti perché ci danno sicurezza, ecco proprio per questo la gentilezza è di tale importanza: perché ci permette di continuare queste relazioni con serenità, come ad esempio ascoltarli quando ne hanno bisogno o stargli vicino all'occorrenza. Mentre quando ho detto di essere gentili anche con se stessi, è perché dobbiamo essere fieri dei nostri risultati seppur piccoli, senza avere il bisogno continuo di screditarsi.
  • 25. La solitudine, viene spesso interpretata negativamente, per questo credo che per conoscersi bisogna imparare a convivere con se stessi, e intuire che è il tempo più importante e produttivo; infatti essere soli ci porta spesso a sprofondare nei nostri pensieri, andando negli angoli più nascosti della nostra mente, così facendo trova ciò che siamo veramente. La vera complessità di questo punto è che in molti non sono disposti a ciò, poiché lo trovano troppo difficile e doloroso. Mi capita spesso di fare tante cose solo, inizialmente odiavo la solitudine, ad esempio per evitarla uscivo sempre a pranzo con amici, ora invece adoro mangiare, passeggiare o anche solo guardare il soffitto, con quel silenzio rilassante, che mi concentra nei miei pensieri. E’ chiaro che bisogna essere consapevoli di ciò che si sta facendo, perché poi i pregiudizi sull’essere soli potrebbero diventare un problema reale e pericoloso. LA SOLITUDINE quarto passo
  • 26. Il sapersi conoscere è prettamente legato a lavorare sugli aspetti più deboli e complessi di noi stessi, ma credo che sia un ottimo passo partire conoscendo già cinque macro argomenti. Quindi: guardiamo, analizziamo, scopriamo ciò che ci incuriosisce e approfondiamo, facendoci accompagnare da persone a noi vicine ma senza dipendere da loro, così da poter fare nuove conoscenze e sperimentare la nostra gentilezza, che è importante da avere con le persone quanto con se stessi. Perché non si può evitare di commettere errori durante il percorso di crescita personale ma spero di avervi almeno aiutato ad attutire il colpo. per concludere...
  • 28. I baozi sono un piatto tipico della cucina cinese, un saporito panino ripieno composto da due elementi: impasto e ripieno. Per realizzare l’impasto si utilizza farina e lievito, a cui si aggiunge pian piano acqua lavorando l’impasto fino a raggiungere una consistenza morbida, si lascia poi riposare per alcune ore. Nel mentre si può preparare il ripieno: si utilizza della carne tritata (io preferisco quella di maiale), a cui si aggiunge della verdura (io solitamente scelgo carote, funghi ed erba cipollina) e dell’olio; si mescola quindi il tutto in una ciotola per creare un ripieno uniforme. Una volta che tutto è pronto: si prende man mano un piccolo pezzo di impasto alla volta, lo si stende su una superficie con il mattarello creando un disco più sottile ai lati; a questo punto si mette al centro una pallina (della dimensione desiderata) di ripieno. A questo punto si chiude l’impasto attorno al ripieno, pizzicando la pasta e creando una sorta di sacchetto; si ripete quindi l’operazione fino a quando non si ha terminato impasto e ripieno a disposizione e ottenuto il numero di baozi desiderati; è importante lasciare riposare qualche minuto i baozi. Ora si può procedere con la cottura, mettendo i baozi crudi a cuocere in una zhēnglóng (vaporiera di bamboo di origine cinese) - se non l'avete a casa potete usare una classica vaporiera - utilizzando un apposito panno in cotone per evitare che i baozi si attacchino alla base; per migliorare il processo è meglio partire da acqua fredda nella vaporiera per poi portarla in ebollizione. Quando il vapore inizierà ad uscire dal coperchio della zhēnglóng, contate 15 minuti e il piatto sarà cotto. Ricordatevi di prestare attenzione quando aprite il coperchio, il fumo che uscirà sarà caldissimo. Dopo la cottura, attendete alcuni minuti, in questo modo saranno molto più buoni! di Mattia Un boccone dalla Cina Ricetta Baozi
  • 29. Minecraft è stato il primo gioco che mi ha fatto appassionare e che mi ha fatto venire voglia di giocare, non solamente di guardare altri farlo. Sono 9 anni che lo conosco e che mi tiene occupato nelle mie giornate. Mi piace molto perché mi permette di creare cose come mi piace, mi permette di giocare sia da solo che con altre persone ed è personalizzabile. Minecraft di Mattia Il mio collage
  • 31. Wicked nasce come musical a Broadway, diventando uno dei più famosi e apprezzati. Questo film ricopre solo la prima parte del musical e ha vinto 2 Oscar su 10 candidature. Uscirà in seguito la parte finale della storia. Ci sono state molte critiche sulla lunghezza del film, perché dura quanto l’intero musical a teatro. Personalmente la traduzione e doppiaggio italiano delle canzoni non mi sono piaciuti oltre ad essere non necessari e irrispettosi al lavoro delle cantanti. Il regista, Jon M. Chu, ha fatto un ottimo lavoro a trasporre questo materiale sul grande schermo. Il film ti catapulta immediatamente nel mondo di Oz: la scenografia con set fisici, i costumi e le coreografie contribuiscono a farti immergere nella storia. Ogni canzone, molto orecchiabile, è in linea con la narrazione, la personalità e i sentimenti dei personaggi. Mi ha colpito la passione che le due protagoniste hanno trasmesso con le loro voci, anche perché cantavano dal vivo, e il legame personale tra le 2 attrici e i loro personaggi. Per Elphaba hanno voluto ispirarsi alla cultura nera, per le similitudini razziali. L’attrice che interpreta Elphaba, essendo nera, ha usato le discriminazioni e isolamento subito e ha incanalato tutto in questo personaggio. Si è anche allenata molto fisicamente perché voleva fare da sola le proprie scene d’azione, riuscendo anche a cantare in imbragatura, mentre volteggiava in aria. Glinda invece è la classica ragazza popolare, di buona famiglia, ben vestita e bionda, accompagnata anche dai suoi lacchè, curandosi soprattutto di come viene vista da chi le sta intorno. Ariana Grande si è preparata per questo ruolo meticolosamente: ha preso lezioni di canto per cambiare impostazione vocale, Glinda canta in modo più lirico, molto diverso dallo stile pop che la contraddistingue. Ariana mi ha aiutato molto, nelle sue canzoni trovo qualcosa in cui mi identifico, alla sua grande forza e positività, con la quale ha superato grandi ostacoli. È di grande ispirazione per me anche come persona oltre che come cantante e credo fermamente che lei fosse destinata per questo ruolo. Da piccola aveva visto il musical e si era innamorata di Glinda, sognando di poter interpretare questo ruolo in futuro. Questo sogno non si è mai spento, nonostante gli incredibili successi come popstar, e finalmente si è realizzato. di Andrea Wicked Recensione del film di Jon M. Chu
  • 32. Il filo conduttore del film è l’affermazione della propria identità, l’accettarsi e trovare il proprio posto nel mondo. Attraverso l’amicizia tra Elphaba e Glinda, Wicked dimostra che anche se due persone hanno visioni del mondo e obbiettivi diversi, possono comunque accettare le scelte dell’altro ed esserne felici. Ho apprezzato anche il contrasto tra Glinda, che vuole da sempre diventare una strega, ma è senza magia, ed Elphaba che considera il suo talento innato per la magia una maledizione. Mi è piaciuto molto il cambiamento di Elphaba nel corso del film: da bambina rifiutata dal villaggio, fonte di imbarazzo per la famiglia per il suo colore di pelle verde, passa ad una ragazza piena di speranza, che desidera che il mago cambi la sua pelle per essere accettata e infine ad una donna che non si fa più influenzare dal giudizio altrui e non permette a nessuno di metterle i piedi in testa. Questa storia ha anche una forte critica politica, molto contemporanea, perché mostra come è facile, per chi comanda, ovvero il mago, manipolare le informazioni. Attraverso la propaganda è infatti riuscito con successo a creare un'immagine distorta di Elphaba, rendendola un capro espiatorio. Il potere non risiede solo nella magia, ma anche nell’autorità: i capi di stato spesso vengono scelti soprattutto per il loro carisma, invece che per le loro competenze. Gli animali, in Oz sono parte integrante della società, con lavori e posizioni di prestigio. Col tempo però, soprattutto dopo la venuta del mago, gli animali sono stati privati di questi diritti ed iniziano ad essere messi in gabbia in modo che le nuove generazioni non sviluppino coscienza. Io ho interpretato questa sottotrama come critica allo sfruttamento che avviene nei circhi, negli zoo e negli allevamenti intensivi. Un altro punto di riflessione nel film è quando il principe Fyero, fidanzato di Glinda afferma che se alla fine diventiamo tutti polvere, allora bisogna vivere spensierati, senza badare troppo alle conseguenze; la vita è più semplice se vissuta senza impegni. Questo evidenzia la sua visione superficiale e irresponsabile della vita, ma imparerà poi che questo approccio non è sempre quello giusto. Prima di essere ammesso alla Shiz era già stato espulso molte volte da altre scuole, ma dopo aver conosciuto Elphaba, capisce che vale la pena farsi coinvolgere emotivamente da situazioni circostanti e instaurare rapporti più profondi con le persone.
  • 33. ATTENZIONE: qui iniziano gli spoiler! Tutta Oz sta festeggiando la morte della strega cattiva, anche Glinda, diventata ora simbolo di speranza, che deve mantenere questa facciata e nascondere il suo dolore per la perdita dell’amica; da qui in poi il film è tutto un flashback che parte dall’incontro tra Elphaba e Glinda in università e la loro convivenza in dormitorio. All’inizio si odiano, per i caratteri troppo diversi e perché Elphaba è la sola a ricevere lezioni private di magia. Durante una particolare scena, in una Sala da ballo, Glinda scopre che Elphaba aveva convinto la sua insegnante ad includerla nelle loro lezioni; capisce di essere nel torto e che si è lasciata trasportare troppo dal volere degli altri studenti. Anche se la cosa che teme di più è il loro giudizio, si unisce ad Elphaba in una strana danza. Da qui in poi il loro legame non fa che crescere, diventando come sorelle. Elphaba condivide con Glinda il suo passato: viene odiata e incolpata dal padre per la morte della madre durante il parto e per la disabilità di sua sorella, ed è quindi cresciuta con grandi sensi di colpa. Glinda decide quindi di aiutarla nell’unico modo che conosce, renderla popolare. Elphaba viene infine invitata dal mago per dare prova delle sue doti magiche; Glinda sale insieme a lei nel treno che le porterà nella città di Smeraldo, dove vive il mago. Raggiunta la destinazione, Elphaba scopre però che è stato proprio il mago a volere la persecuzione degli animali, per dare ai cittadini un nemico su cui fare fronte comune, unirli e avere così più controllo su Oz; il mago, segretamente privo di magia, è originario della Terra e per attuare il suo piano ha bisogno della magia di Elphaba. È qui che le strade delle 2 protagoniste si dividono: Elphaba non è mai stata in silenzio contro l’oppressione ed è pronta a farsi etichettare come la strega cattiva per rimanere fedele ai suoi ideali (scappa volando verso ovest, da qui prende il nome di strega cattiva dell’ovest). Glinda invece ha ancora paura di perdere i suoi privilegi e rimane quindi col mago per soddisfare le proprie ambizioni, guardando l’amica volare via libera. La conclusione del film non finirà mai di farmi emozionare: l’addio tra le 2 amiche; Elphaba che, dopo il tradimento del mago, si rende conto che per stare bene non aveva bisogno di lui ma di sé stessa, guarendo quella bambina emarginata che si è sempre sentita sbagliata. Ed infine il suo grido di battaglia e ribellione, che, almeno per me, è entrato dritto nel cuore.