IDROLISI E FERMENTAZIONE DI PANE INVENDUTO
Dott. COZZOLINO MARCO – Microbiologia Italia
Tecnologo alimentare
15 febbraio 2021
AGENDA
SPRECHI ALIMENTARI:
PROBLEMA GLOBALE
IN UNA SOCIETÀ
GLOBALIZZATA
PANE:
COMPOSIZIONE
CHIMICA, PROPRIETÀ
NUTRIZIONALI E
FERMENTAZIONE
PANE INVENDUTO:
APPROCCI SCIENTIFICI
AL PROBLEMA,
BEVANDE DI CEREALI
FERMENTATI
OTTIMIZZAZIONE
DELL’IDROLISI IN
MASH E
FERMENTAZIONE
ANALISI CHIMICO-
FISICHE SU MOSTO E
BEVANDE OTTENUTE
ASPETTI UTILI
TECNOLOGICI
LO SPRECO ALIMENTARE SECONDO LA FOOD AND
AGRICULTURE ORGANIZATION (FAO)
Il termine spreco alimentare si riferisce allo scarto
intenzionale di prodotti commestibili, soprattutto da parte di
dettaglianti e consumatori, ed è dovuto al comportamento
di aziende e privati
Obiettivo "fame zero", annunciato dalle Istituzioni
internazionali e fissato per il 2030
I DATI DELLO SPRECO
 180 kg di cibo pro-capite all’anno
sprecato in Europa, 149 kg pro-
capite per l’Italia1
 Tra gli alimenti maggiormente
coinvolti a livello di spreco si
trovano i prodotti ortofrutticoli
(17%), pesce (15%), pasta e pane
(28%) uova (29%) carne (30%) e
latticini (32%) 2
1,2: FAO, Coldiretti
ALIMENTO PANE
 Prodotto da forno ottenuto dalla
miscelazione di farina (tradizionalmente
di Triticum o frumento tenero),
precedentemente raffinata secondo
precisa granulometria (classificazione:
integrale, 1, 0, 00), acqua e, se previsto
nella ricetta, cloruro di sodio (il comune
sale da cucina)
 substrato ideale per una fermentazione
che generi diversi sottoprodotti a
seconda del ceppo che conduce l’iter
metabolico
Composizione chimica
Valore per 100g
Tipo “00” Tipo “0”
Parte edibile (%): 100 100
Acqua (g): 29 31
Proteine (g): 8,6 8,1
Lipidi(g): 0,4 0,5
Colesterolo (mg): 0 0
Carboidrati disponibili (g): 66,9 63,5
Amido (g): 59,1 55,9
Zuccheri solubili (g): 1,9 2
Fibra totale (g): 3,2 3,8
Fibra solubile (g): 1,46
Fibra insolubile (g): 1,72
Alcol (g): 0 0
Energia (kcal): 289 275
Energia (kJ): 1209 1151
Sodio (mg): 293
Potassio (mg):
Ferro (mg): 0,8 0,7
Calcio (mg): 14 17
Fosforo (mg): 63 77
Magnesio (mg):
Zinco (mg):
Rame (mg):
Selenio (µg):
APPROCCI BIOTECNOLOGICI AL PROBLEMA
Prodotto ottenuto Bibliografia
Sciroppo di glucosio Nakano & Yoshida (1977)
Etanolo Martin (1984)
Acido lattico Menge et al., (1986)
Sciroppo di glucosio Berghofer et al., (1995)
Acido lattico Oda et al., (1997)
Etanolo Kumar et al., (1998)
Etanolo Meuser (1998)
Componente aromatica Daigle et al., (1999)
α -amilasi Asghar et al., (2002)
Sostituti dell’amido Yahagi et al., (2003)
Metano Yamashita and Miwa (2003)
Etanolo Maeda et al., (2004)
Soluzione zuccherina Murase and Yoshino (2005)
Enzimi ed etanolo Melikoglu et al., (2013)
Bio-idrogeno Doi et al., (2009)
Acido succinico Leung et al., (2012)
BEVANDE FERMENTATE DI CEREALI
 Bevande di cereali fermentati: tradizioni afro-asiatiche millenarie
 Fermentazione come strategia per il miglioramento del relativo profilo
nutrizionale, sensoriale e funzionale
 Due diverse fermentazioni di pane: Kvass e Brottrunk
CEREALE BEVANDE CARATTERISTICHE FLAVOUR
Frumento Birra di frumento, acquavite di grano
Alcoliche,
contiene glutine
Colore/odore proprio della bevanda
Farro
Caffè di farro, bevanda di farro (con
calcio)
Contiene ferro, calcio, vitamine del
gruppo B, glutine digeribile, buone
percentuali di grassi
Colore simile al latte, odore rustico
Kamut Bevanda di kamut Proteine vegetali, contiene glutine
Colore lattiginoso, odore e sapore
delicati
Riso
Bevanda di riso (con calcio, vaniglia
cacao)
Vitamine del gruppo B, digeribilità
Aspetto simile al latte, odore e
delicati
Miglio Birra di miglio, bevanda di miglio
Ferro, minerali, vitamina A e gruppo
B, grassi, potassio e acido folico
Colore del latte, profumo e aroma
delicati, sapore dolce
Segale
Caffè di segale, kvass, kanne-
brottrunk, birra, aquavite
Potassio e acido folico Sapore dolce
Avena Bevanda di avena
Apporto energetico (lipidi e
sali minerali
Sapore dolce, consistenza e aspetto
lattiginoso
Orzo
Birra, orzata, caffè di malto, caffè
d’orzo, bevanda d’orzo
Vitamina A e gruppo B, alta
digeribilità, fibre alimentari solubili
(β-glucani)
Sapore dolce, forte eterogeneità
Mais, grano saraceno, quinoa,
amaranto
Birra di mais, bevanda di mais (dal
mais bianco)
Vitamina A e gruppo B, apporto di
fibre e alta digeribilità, grassi insaturi
Sapore tradizionale, profumo
gusto dolce del cereale d’origine
OBIETTIVI DEL LAVORO
Ottimizzazione
dell’idrolisi enzimatica
Ottenimento di una
bevanda alcolica
mediante fermentazione
Riproducibilità su scala
AMMOSTAMENTO O
MASHING
 Attivazione degli enzimi idrolitici
esogeni
 Rapporto acqua/fermentabile
 Rapporto tempo/temperatura
 Fase di processo produttivo,
specialmente brassicolo, in cui a
determinate temperature ed in
condizioni idonee di acidità, gli
enzimi presenti in soluzione
permettono di ottenere modifiche
chimico-fisiche dei fermentabili
 Tempo, temperatura e pH sono i
parametri fondamentali che
influenzano nella corpo, tenore
alcolico, schiuma e struttura del
sapore nella bevanda finita
Il presente lavoro ricalca concettualmente,
tecnologicamente e analiticamente operazioni unitarie
peculiari dell’industria birraria
GLI ENZIMI AMILOLITICI DEL MOSTO
 Naturalmente presenti nei cereali maltati, gli enzimi amilolitici effettuano il
«taglio» delle catene amidacee generando oligosaccaridi e zuccheri semplici
 La loro azione è fondamentale per la creazione di un ambiente ideale per la
proliferazione di microrganismi dal metabolismo fermentativo
 Diverse tipologie di mosto necessitano di altrettanto diverse tipologie di enzimi,
motivo per cui l’ammostamento può essere condotto mediante diversi step e
con differenti tecnologie
ENZIMI ADOPERATI
Nel pane non è possibile rilevare
enzimi attivi per una saccarificazione,
dunque diventa obbligatoria l’aggiunta
di tali molecole di provenienza esogena
 BMIX: miscela di proteasi neutra, α-
amilasi termostabile, una gamma di
β-glucanasi e un’elevata
concentrazione di pentosanasi e
arabanasi
 GLUCOAMILASI: glucoamilasi o
amiloglucosidasi, derivata dalla
selezione di ceppi di Aspergillus
niger
 PROTEASI: endo ed eso-peptidasi.
Soluzione enzimatica con attività
proteolitica, specifica per l’attività
proteolitica
FLOW SHEET
Procedimenti I esperimento
TEMPO
(MIN) TEMPERATURA AGGIUNTE °BRIX
0 41 1 ml PROT
12 47
25 52
35 6
41 60 4 ml BMIX
46 64 11
48 65 11
50 66 13
53 66 13
62 66 3 ml GAM
64 65 13,5
71 64 13,5
75 65 14
106 65 14
135 65
142 75 14,5
152 82
158 83
PAIOLO DI
AMMOSTAMENTO CON
POMPAGGIO E
RICIRCOLO DEL MOSTO
 Mediante il controllo
centralizzato della temperatura,
unito a una superficie di scambio
maggiore ed omogenea del
calore e alla compartimentazione
del materiale solido (fecce di
pane), l’esperimento ha ottenuto
una migliore conduzione del
processo grazie ad una minore
dissipazione di energia termica e
ad una più efficiente gestione
della temperatura
PRINCIPALI SACCARIDI
PRESENTI NEL MOSTO
 Maltodestrine
 Maltosio
 Glucosio
FERMENTAZIONE
 Ottenimento di una bevanda con
grado alcolico e corpo definiti
 Adattabilità di ceppi diversi di
origine eterogenea
 Fermentazione con ceppo
probiotico
Presumibilmente, la prima bevanda fermentata risale a dodicimila anni fa e aveva
come substrato acqua e miele
L’idromele, la birra e il vino erano ritenute bevande sacre in moltissime culture
antiche e spesso venivano associate al mondo divino: i Sumeri veneravano la dea
della birra Ninkasi mentre gli Egizi seppellivano anfore di vino e birra insieme ai
reali mummificati
Lo scopo per cui le bevande venivano fermentate nell’antichità era, in assenza di
modern tecnologie, la conservazione
Nell'ambito dello sviluppo delle
tecnologie di riutilizzo con approccio
biotecnologico, sono stati
sperimentate due principali tipologie
di processi di fermentazione: la
fermentazione allo stato solido o Solid
State Fermentation (SSF) e quella
sommersa o allo stato liquido, Liquid
State Fermentation (LSF), con
quest'ultima maggiormente impiegata
nell'ambito della ricerca e nel presente
progetto sperimentale
 Al fine di saggiare la capacità delle specie fermentanti
introdotte, è stato scelto l’idrolizzato prodotto nel secondo
esperimento, ricco sia in zuccheri semplici che in
maltodestrine e oligosaccaridi
 L’idrolizzato prodotto nel corso dell’esperimento II, dopo
sterilizzazione a 121°C per 20 min, è stato fermentato con
diversi lieviti
CEPPI DIVERSI CON ATTITUDINI DIVERSE
 A) Saccharomyces boulardii (Saccharomyces cerevisiae var boulardii) S230 (origine: prodotto
probiotico - Eterogermina Baby, SANOFI);
 B) Saccharomyces boulardii (Saccharomyces cerevisiae var boulardii) S231 (origine: prodotto
probiotico - Codex, Zambon Italia S.R.L.);
 C) Saccharomyces cerevisiae T4 Mirabellum (origine: uva Taurasi);
 D) Saccharomyces cerevisiae M6-3 (NA026), ceppo flocculante (origine: Vino Moscato di
Saracena);
 E) Torulaspora delbrueckii SD51 (S9A) (origine: impasto acido);
 F) Schizosaccharomyces pombe S8 (origine: coltura starter commerciale);
 G) Starmerella bacillaris (Candida zemplinina) T13 (origine: uva Taurasi);
 H) Metschnikowia pulcherrima S3 (T32) e Lachancea thermotolerans S7 (T43), (origine: uva
Taurasi)
RIFERMENTAZIONE IN BOTTIGLIA
 Produzione di anidride carbonica
allo scopo di carbonare la
bevanda
 Consumo dell’ossigeno da parte
di lievito appositamente inoculato
 Aggiunta di ceppo probiotico
(Saccharomyces boluardii)
ANALISI STRUMENTALI
 Analisi HPLC di idrolizzati e fermentati
 Monitoraggio della densità
 Grado alcolico mediante HPLC ed ebulliometro
 Analisi della componente volatile dei fermentati
 Misurazione dell’acidità mediante pH-metro e acidità
titolabile dei fermentati
0.00 5.00 10.00 15.00 20.00 25.00
0
20
40
60
80
100
0.00 5.00 10.00 15.00 20.00 25.00
0
20
40
60
80
100
0.00 5.00 10.00 15.00 20.00 25.00
0
20
40
60
80
100
 Il profilo cromatografico del pane in
soluzione visibile nel primo grafico
cambia totalmente fisionomia con
l’aggiunta del BMIX (seconda
rappresentazione) e della glucoamilasi
(terza rappresentazione)
MONITORAGGIO
DELL’IDROLISI
PROFILI DEGLI
IDROLIZZATI
 Le condizioni di lavoro impostate nelle diverse
prove avevano come scopo quello di saggiare
le diverse efficienze dei mix al variare di
concentrazioni e temperature
 Sono state selettivamente privilegiate le attività
dei diversi enzimi, in maniera alternata dei
diversi esperimenti
 Sono state evidenziate le condizioni ottimali di
funzionamento dei due fondamentali enzimi
amilolitici (α e β-amilasi): all’optimum di pH per
l’α-amilasi (5.5, opt.6) e una temperatura
maggiormente vicina all’optimum per la
saccarificazione (60°C)
SCREENING
DEI
FERMENTATI
L’IDROLIZZATO
PRODOTTO
COSTITUISCE
MEZZO IDEALE
DI CRESCITA
PER TUTTI I
CEPPI
 Tra i primi quattro esperimenti, allestiti al fine di
condurre l’idrolisi in batch per evidenziarne le
diverse criticità, è stato scelto il secondo
idrolizzato per l’inoculo di diversi ceppi con lo
scopo di mettere in mostra le diverse capacità
degli organismi di metabolizzare il glucosio, il
maltosio e le maltodestrine, nonché di portare a
termine un processo fermentativo con lieviti di
varia estrazione a contatto con un substrato
diverso, Inoltre, sono stati rilevati valori di
componente organica volatile per la
caratterizzazione organolettica del prodotto
PROFILO CROMATOGRAFICO DEI FERMENTATI
 Tutti i lieviti inoculati hanno consumato quasi interamente il glucosio, lasciando
nel mezzo in tutti i casi osservati una concentrazione uguale o minore di 1g/l
 Da evidenziare l’assenza di carenze nutrizionale degli idrolizzati di pane
raffermo, sia sotto il punto di visto dei micronutrienti che sul profilo delle
sostanze azotate: è noto che mosti particolarmente concentrati richiedano
un’importante presenza di sostanze azotate essenziali per la struttura cellulare
e il metabolismo dei microrganismi.
COMPONENTE
ORGANICA
VOLATILE
 Le molecole maggiormente prodotte riguardano alcoli
secondari, esteri e, in misura minore, acidi organici come
acido propanoico e ottanoico. Tra i composti più
importanti per l’aroma delle bevande che derivano dalle
fermentazioni alcoliche allestite risultano essere proprio
gli alcoli superiori, gli esteri etilici degli acidi grassi e i loro
acetati e in minore misura l’acetaldeide
 Tra le specie fermentanti risultate migliori da un punto di
vista delle sensazioni olfattive vi è Torulaspora delbrueckii:
nonostante l’alto contenuto di alcoli superiori come alcol
isoamilico, la considerevole presenza di alcol feniletilico
dona piacevole sensazioni floreali al naso
CONSIDERAZIONI FINALI
Legge n.166 del 19/08/2016: “La presente
legge persegue la finalità di ridurre gli
sprechi per ciascuna delle fasi di
produzione, trasformazione, distribuzione e
somministrazione di prodotti alimentari,
farmaceutici e di altri prodotti, attraverso la
realizzazione dei seguenti obiettivi
prioritari:
[…] contribuire ad attività di ricerca,
informazione e sensibilizzazione dei
consumatori e delle istituzioni sulle materie
oggetto della presente legge, con
particolare riferimento alle giovani
generazioni”.
PANE INVENDUTO DESTINATO AL COMPOSTAGGIO:
UN’OCCASIONE SPRECATA
Il pane costituisce una delle fonti di spreco
alimentare più considerevoli al mondo pur essendo
un substrato ancora ricco di sostanze nutritive
essenziali che restano in gran parte inalterate.
È possibile ottenere dal pane un mosto
fermentabile che abbia caratteristiche
organolettiche, chimico-fisiche e nutrizionali
paragonabili ad altre bevande fermentate di largo
consumo.
RISULTATI DEL
PROGETTO
• L’ottimizzazione dell’idrolisi rende
possibile la modifica del profilo
della bevanda: i vari step di
ammostamento, così come nel
processo di produzione della birra,
possono essere personalizzati
mediante la modifica dei parametri
tempo/temperatura
• L’idrolisi enzimatica è
efficacemente replicabile nei
comuni impianti di ammostamento
progettati nell’industria alimentare
 Il recupero di pane attraverso la produzione di bevande comporta costi non eccessivi: la materia prima
cardine è infatti costituita da un potenziale scarto che non avrebbe, senza appositi canali di recupero e
rivendita non sempre proponibili, alcun mercato.
 Resta da approfondire il costo degli enzimi su una produzione industriale su larga scala, fermo restando
il contenuto necessario comunque esiguo rispetto al totale (circa lo 0,13% dell’intero mosto è costituito
da enzimi in soluzione).
 È possibile realizzare una bevanda di pane con proprietà probiotiche mediante l’utilizzo di lieviti
fermentanti con attività regolarizzante sull’organismo umano, aprendo la strada anche ad altri segmenti
di mercato.
CONTATTI
Marco Cozzolino
+39 3511660713
cozzolinonovantacinque@gmail.c
om
Contatti:
info@microbiologiaitalia.it
Grazie per l'attenzione!

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Idrolisi e fermentazione di pane invenduto

  • 1. IDROLISI E FERMENTAZIONE DI PANE INVENDUTO Dott. COZZOLINO MARCO – Microbiologia Italia Tecnologo alimentare 15 febbraio 2021
  • 2. AGENDA SPRECHI ALIMENTARI: PROBLEMA GLOBALE IN UNA SOCIETÀ GLOBALIZZATA PANE: COMPOSIZIONE CHIMICA, PROPRIETÀ NUTRIZIONALI E FERMENTAZIONE PANE INVENDUTO: APPROCCI SCIENTIFICI AL PROBLEMA, BEVANDE DI CEREALI FERMENTATI OTTIMIZZAZIONE DELL’IDROLISI IN MASH E FERMENTAZIONE ANALISI CHIMICO- FISICHE SU MOSTO E BEVANDE OTTENUTE ASPETTI UTILI TECNOLOGICI
  • 3. LO SPRECO ALIMENTARE SECONDO LA FOOD AND AGRICULTURE ORGANIZATION (FAO) Il termine spreco alimentare si riferisce allo scarto intenzionale di prodotti commestibili, soprattutto da parte di dettaglianti e consumatori, ed è dovuto al comportamento di aziende e privati Obiettivo "fame zero", annunciato dalle Istituzioni internazionali e fissato per il 2030
  • 4. I DATI DELLO SPRECO  180 kg di cibo pro-capite all’anno sprecato in Europa, 149 kg pro- capite per l’Italia1  Tra gli alimenti maggiormente coinvolti a livello di spreco si trovano i prodotti ortofrutticoli (17%), pesce (15%), pasta e pane (28%) uova (29%) carne (30%) e latticini (32%) 2 1,2: FAO, Coldiretti
  • 5. ALIMENTO PANE  Prodotto da forno ottenuto dalla miscelazione di farina (tradizionalmente di Triticum o frumento tenero), precedentemente raffinata secondo precisa granulometria (classificazione: integrale, 1, 0, 00), acqua e, se previsto nella ricetta, cloruro di sodio (il comune sale da cucina)  substrato ideale per una fermentazione che generi diversi sottoprodotti a seconda del ceppo che conduce l’iter metabolico Composizione chimica Valore per 100g Tipo “00” Tipo “0” Parte edibile (%): 100 100 Acqua (g): 29 31 Proteine (g): 8,6 8,1 Lipidi(g): 0,4 0,5 Colesterolo (mg): 0 0 Carboidrati disponibili (g): 66,9 63,5 Amido (g): 59,1 55,9 Zuccheri solubili (g): 1,9 2 Fibra totale (g): 3,2 3,8 Fibra solubile (g): 1,46 Fibra insolubile (g): 1,72 Alcol (g): 0 0 Energia (kcal): 289 275 Energia (kJ): 1209 1151 Sodio (mg): 293 Potassio (mg): Ferro (mg): 0,8 0,7 Calcio (mg): 14 17 Fosforo (mg): 63 77 Magnesio (mg): Zinco (mg): Rame (mg): Selenio (µg):
  • 6. APPROCCI BIOTECNOLOGICI AL PROBLEMA Prodotto ottenuto Bibliografia Sciroppo di glucosio Nakano & Yoshida (1977) Etanolo Martin (1984) Acido lattico Menge et al., (1986) Sciroppo di glucosio Berghofer et al., (1995) Acido lattico Oda et al., (1997) Etanolo Kumar et al., (1998) Etanolo Meuser (1998) Componente aromatica Daigle et al., (1999) α -amilasi Asghar et al., (2002) Sostituti dell’amido Yahagi et al., (2003) Metano Yamashita and Miwa (2003) Etanolo Maeda et al., (2004) Soluzione zuccherina Murase and Yoshino (2005) Enzimi ed etanolo Melikoglu et al., (2013) Bio-idrogeno Doi et al., (2009) Acido succinico Leung et al., (2012)
  • 7. BEVANDE FERMENTATE DI CEREALI  Bevande di cereali fermentati: tradizioni afro-asiatiche millenarie  Fermentazione come strategia per il miglioramento del relativo profilo nutrizionale, sensoriale e funzionale  Due diverse fermentazioni di pane: Kvass e Brottrunk
  • 8. CEREALE BEVANDE CARATTERISTICHE FLAVOUR Frumento Birra di frumento, acquavite di grano Alcoliche, contiene glutine Colore/odore proprio della bevanda Farro Caffè di farro, bevanda di farro (con calcio) Contiene ferro, calcio, vitamine del gruppo B, glutine digeribile, buone percentuali di grassi Colore simile al latte, odore rustico Kamut Bevanda di kamut Proteine vegetali, contiene glutine Colore lattiginoso, odore e sapore delicati Riso Bevanda di riso (con calcio, vaniglia cacao) Vitamine del gruppo B, digeribilità Aspetto simile al latte, odore e delicati Miglio Birra di miglio, bevanda di miglio Ferro, minerali, vitamina A e gruppo B, grassi, potassio e acido folico Colore del latte, profumo e aroma delicati, sapore dolce Segale Caffè di segale, kvass, kanne- brottrunk, birra, aquavite Potassio e acido folico Sapore dolce Avena Bevanda di avena Apporto energetico (lipidi e sali minerali Sapore dolce, consistenza e aspetto lattiginoso Orzo Birra, orzata, caffè di malto, caffè d’orzo, bevanda d’orzo Vitamina A e gruppo B, alta digeribilità, fibre alimentari solubili (β-glucani) Sapore dolce, forte eterogeneità Mais, grano saraceno, quinoa, amaranto Birra di mais, bevanda di mais (dal mais bianco) Vitamina A e gruppo B, apporto di fibre e alta digeribilità, grassi insaturi Sapore tradizionale, profumo gusto dolce del cereale d’origine
  • 9. OBIETTIVI DEL LAVORO Ottimizzazione dell’idrolisi enzimatica Ottenimento di una bevanda alcolica mediante fermentazione Riproducibilità su scala
  • 10. AMMOSTAMENTO O MASHING  Attivazione degli enzimi idrolitici esogeni  Rapporto acqua/fermentabile  Rapporto tempo/temperatura
  • 11.  Fase di processo produttivo, specialmente brassicolo, in cui a determinate temperature ed in condizioni idonee di acidità, gli enzimi presenti in soluzione permettono di ottenere modifiche chimico-fisiche dei fermentabili  Tempo, temperatura e pH sono i parametri fondamentali che influenzano nella corpo, tenore alcolico, schiuma e struttura del sapore nella bevanda finita
  • 12. Il presente lavoro ricalca concettualmente, tecnologicamente e analiticamente operazioni unitarie peculiari dell’industria birraria
  • 13. GLI ENZIMI AMILOLITICI DEL MOSTO  Naturalmente presenti nei cereali maltati, gli enzimi amilolitici effettuano il «taglio» delle catene amidacee generando oligosaccaridi e zuccheri semplici  La loro azione è fondamentale per la creazione di un ambiente ideale per la proliferazione di microrganismi dal metabolismo fermentativo  Diverse tipologie di mosto necessitano di altrettanto diverse tipologie di enzimi, motivo per cui l’ammostamento può essere condotto mediante diversi step e con differenti tecnologie
  • 14. ENZIMI ADOPERATI Nel pane non è possibile rilevare enzimi attivi per una saccarificazione, dunque diventa obbligatoria l’aggiunta di tali molecole di provenienza esogena  BMIX: miscela di proteasi neutra, α- amilasi termostabile, una gamma di β-glucanasi e un’elevata concentrazione di pentosanasi e arabanasi  GLUCOAMILASI: glucoamilasi o amiloglucosidasi, derivata dalla selezione di ceppi di Aspergillus niger  PROTEASI: endo ed eso-peptidasi. Soluzione enzimatica con attività proteolitica, specifica per l’attività proteolitica
  • 15. FLOW SHEET Procedimenti I esperimento TEMPO (MIN) TEMPERATURA AGGIUNTE °BRIX 0 41 1 ml PROT 12 47 25 52 35 6 41 60 4 ml BMIX 46 64 11 48 65 11 50 66 13 53 66 13 62 66 3 ml GAM 64 65 13,5 71 64 13,5 75 65 14 106 65 14 135 65 142 75 14,5 152 82 158 83
  • 16. PAIOLO DI AMMOSTAMENTO CON POMPAGGIO E RICIRCOLO DEL MOSTO  Mediante il controllo centralizzato della temperatura, unito a una superficie di scambio maggiore ed omogenea del calore e alla compartimentazione del materiale solido (fecce di pane), l’esperimento ha ottenuto una migliore conduzione del processo grazie ad una minore dissipazione di energia termica e ad una più efficiente gestione della temperatura
  • 17. PRINCIPALI SACCARIDI PRESENTI NEL MOSTO  Maltodestrine  Maltosio  Glucosio
  • 18. FERMENTAZIONE  Ottenimento di una bevanda con grado alcolico e corpo definiti  Adattabilità di ceppi diversi di origine eterogenea  Fermentazione con ceppo probiotico
  • 19. Presumibilmente, la prima bevanda fermentata risale a dodicimila anni fa e aveva come substrato acqua e miele L’idromele, la birra e il vino erano ritenute bevande sacre in moltissime culture antiche e spesso venivano associate al mondo divino: i Sumeri veneravano la dea della birra Ninkasi mentre gli Egizi seppellivano anfore di vino e birra insieme ai reali mummificati Lo scopo per cui le bevande venivano fermentate nell’antichità era, in assenza di modern tecnologie, la conservazione
  • 20. Nell'ambito dello sviluppo delle tecnologie di riutilizzo con approccio biotecnologico, sono stati sperimentate due principali tipologie di processi di fermentazione: la fermentazione allo stato solido o Solid State Fermentation (SSF) e quella sommersa o allo stato liquido, Liquid State Fermentation (LSF), con quest'ultima maggiormente impiegata nell'ambito della ricerca e nel presente progetto sperimentale
  • 21.  Al fine di saggiare la capacità delle specie fermentanti introdotte, è stato scelto l’idrolizzato prodotto nel secondo esperimento, ricco sia in zuccheri semplici che in maltodestrine e oligosaccaridi  L’idrolizzato prodotto nel corso dell’esperimento II, dopo sterilizzazione a 121°C per 20 min, è stato fermentato con diversi lieviti
  • 22. CEPPI DIVERSI CON ATTITUDINI DIVERSE  A) Saccharomyces boulardii (Saccharomyces cerevisiae var boulardii) S230 (origine: prodotto probiotico - Eterogermina Baby, SANOFI);  B) Saccharomyces boulardii (Saccharomyces cerevisiae var boulardii) S231 (origine: prodotto probiotico - Codex, Zambon Italia S.R.L.);  C) Saccharomyces cerevisiae T4 Mirabellum (origine: uva Taurasi);  D) Saccharomyces cerevisiae M6-3 (NA026), ceppo flocculante (origine: Vino Moscato di Saracena);  E) Torulaspora delbrueckii SD51 (S9A) (origine: impasto acido);  F) Schizosaccharomyces pombe S8 (origine: coltura starter commerciale);  G) Starmerella bacillaris (Candida zemplinina) T13 (origine: uva Taurasi);  H) Metschnikowia pulcherrima S3 (T32) e Lachancea thermotolerans S7 (T43), (origine: uva Taurasi)
  • 23. RIFERMENTAZIONE IN BOTTIGLIA  Produzione di anidride carbonica allo scopo di carbonare la bevanda  Consumo dell’ossigeno da parte di lievito appositamente inoculato  Aggiunta di ceppo probiotico (Saccharomyces boluardii)
  • 24. ANALISI STRUMENTALI  Analisi HPLC di idrolizzati e fermentati  Monitoraggio della densità  Grado alcolico mediante HPLC ed ebulliometro  Analisi della componente volatile dei fermentati  Misurazione dell’acidità mediante pH-metro e acidità titolabile dei fermentati
  • 25. 0.00 5.00 10.00 15.00 20.00 25.00 0 20 40 60 80 100 0.00 5.00 10.00 15.00 20.00 25.00 0 20 40 60 80 100 0.00 5.00 10.00 15.00 20.00 25.00 0 20 40 60 80 100  Il profilo cromatografico del pane in soluzione visibile nel primo grafico cambia totalmente fisionomia con l’aggiunta del BMIX (seconda rappresentazione) e della glucoamilasi (terza rappresentazione) MONITORAGGIO DELL’IDROLISI
  • 26. PROFILI DEGLI IDROLIZZATI  Le condizioni di lavoro impostate nelle diverse prove avevano come scopo quello di saggiare le diverse efficienze dei mix al variare di concentrazioni e temperature  Sono state selettivamente privilegiate le attività dei diversi enzimi, in maniera alternata dei diversi esperimenti  Sono state evidenziate le condizioni ottimali di funzionamento dei due fondamentali enzimi amilolitici (α e β-amilasi): all’optimum di pH per l’α-amilasi (5.5, opt.6) e una temperatura maggiormente vicina all’optimum per la saccarificazione (60°C)
  • 28. L’IDROLIZZATO PRODOTTO COSTITUISCE MEZZO IDEALE DI CRESCITA PER TUTTI I CEPPI  Tra i primi quattro esperimenti, allestiti al fine di condurre l’idrolisi in batch per evidenziarne le diverse criticità, è stato scelto il secondo idrolizzato per l’inoculo di diversi ceppi con lo scopo di mettere in mostra le diverse capacità degli organismi di metabolizzare il glucosio, il maltosio e le maltodestrine, nonché di portare a termine un processo fermentativo con lieviti di varia estrazione a contatto con un substrato diverso, Inoltre, sono stati rilevati valori di componente organica volatile per la caratterizzazione organolettica del prodotto
  • 29. PROFILO CROMATOGRAFICO DEI FERMENTATI  Tutti i lieviti inoculati hanno consumato quasi interamente il glucosio, lasciando nel mezzo in tutti i casi osservati una concentrazione uguale o minore di 1g/l  Da evidenziare l’assenza di carenze nutrizionale degli idrolizzati di pane raffermo, sia sotto il punto di visto dei micronutrienti che sul profilo delle sostanze azotate: è noto che mosti particolarmente concentrati richiedano un’importante presenza di sostanze azotate essenziali per la struttura cellulare e il metabolismo dei microrganismi.
  • 30. COMPONENTE ORGANICA VOLATILE  Le molecole maggiormente prodotte riguardano alcoli secondari, esteri e, in misura minore, acidi organici come acido propanoico e ottanoico. Tra i composti più importanti per l’aroma delle bevande che derivano dalle fermentazioni alcoliche allestite risultano essere proprio gli alcoli superiori, gli esteri etilici degli acidi grassi e i loro acetati e in minore misura l’acetaldeide  Tra le specie fermentanti risultate migliori da un punto di vista delle sensazioni olfattive vi è Torulaspora delbrueckii: nonostante l’alto contenuto di alcoli superiori come alcol isoamilico, la considerevole presenza di alcol feniletilico dona piacevole sensazioni floreali al naso
  • 31. CONSIDERAZIONI FINALI Legge n.166 del 19/08/2016: “La presente legge persegue la finalità di ridurre gli sprechi per ciascuna delle fasi di produzione, trasformazione, distribuzione e somministrazione di prodotti alimentari, farmaceutici e di altri prodotti, attraverso la realizzazione dei seguenti obiettivi prioritari: […] contribuire ad attività di ricerca, informazione e sensibilizzazione dei consumatori e delle istituzioni sulle materie oggetto della presente legge, con particolare riferimento alle giovani generazioni”.
  • 32. PANE INVENDUTO DESTINATO AL COMPOSTAGGIO: UN’OCCASIONE SPRECATA Il pane costituisce una delle fonti di spreco alimentare più considerevoli al mondo pur essendo un substrato ancora ricco di sostanze nutritive essenziali che restano in gran parte inalterate. È possibile ottenere dal pane un mosto fermentabile che abbia caratteristiche organolettiche, chimico-fisiche e nutrizionali paragonabili ad altre bevande fermentate di largo consumo.
  • 33. RISULTATI DEL PROGETTO • L’ottimizzazione dell’idrolisi rende possibile la modifica del profilo della bevanda: i vari step di ammostamento, così come nel processo di produzione della birra, possono essere personalizzati mediante la modifica dei parametri tempo/temperatura • L’idrolisi enzimatica è efficacemente replicabile nei comuni impianti di ammostamento progettati nell’industria alimentare
  • 34.  Il recupero di pane attraverso la produzione di bevande comporta costi non eccessivi: la materia prima cardine è infatti costituita da un potenziale scarto che non avrebbe, senza appositi canali di recupero e rivendita non sempre proponibili, alcun mercato.  Resta da approfondire il costo degli enzimi su una produzione industriale su larga scala, fermo restando il contenuto necessario comunque esiguo rispetto al totale (circa lo 0,13% dell’intero mosto è costituito da enzimi in soluzione).  È possibile realizzare una bevanda di pane con proprietà probiotiche mediante l’utilizzo di lieviti fermentanti con attività regolarizzante sull’organismo umano, aprendo la strada anche ad altri segmenti di mercato.